Napoli Capolista, il Vademecum della non esaltazione

Il saggio è colui che, nel successo come nella sconfitta, si lascia scivolare tutto addosso, come gli occhiali sul naso di Sarri durante le interviste del dopo-partita. Con questo suo accessorio, non un semplice dettaglio a caso, il mister ha voluto dare ai tifosi una lezione di vita e invitare tutti alla calma, mentre fuori al San Paolo già si consumavano gli arsenali predisposti per l’ultimo dell’anno. Stare calmi non significa entrare a lavoro direttamente dal tetto per dimostrarsi in linea con la posizione in classifica, come ho visto fare stamattina. Il tifoso deve imparare a controllare la spinta alla levitazione gravitazionale.

Ma su questo sono abbastanza fiducioso: il pranzo di Natale è alle porte. Ecco qui alcuni piccoli consigli per affrontare e gestire al meglio i commenti del dopo Napoli–Inter, all’insegna dell’understatement. Quando nel corso di una conversazione sul tempo, bell’ e buono ti viene da alluccare cose del tipo: “Simm ‘e cchiù fort’!”, fai un bel respiro, conta fino a 9 (Higuain), e ripeti “’A classifica è cort’!” E ancora, all’interista si dirà: “è stata una bella partita e l’Inter ha dimostrato di poter arrivare lontano. Complimenti”. Allo strisciato: “è ancora presto per tirare le somme, e voi infatti state ritornando a galla: d’altronde è un fatto naturale, una legge della fisica, direi”.

Un solo accorgimento è necessario quando ci si trova al cospetto di personaggi dall’aspetto inquietante di ciucciuettole: onde evitare di fondere i pantaloni, ogni tanto è consigliabile far prendere un po’ d’aria alla mano, tirandola fuori dalla tasca. Con questo breve vademecum per il “contenimento dell’entusiasmo del tifoso partenopeo esaltato dal primato in classifica, che non si verificava da ben 25 anni”, vi saluto tutti, anche perché l’acrilico della maglietta pezzotta di Maradona che ho addosso da stamattina sotto la camicia comincia a dare un po’ di fastidio, e lo stesso vale anche per la sciarpetta e il cappellino griffati SSC Napoli, che hanno contribuito ad innalzare la temperatura di questa povera testolina in maniera ormai insostenibile. Almeno adesso è chiaro perché poi uno scriva tutt’ ‘sti strunzate in un colpo solo. Tranne quella che segue: FORZA NAPOLI, SEMPRE!

Lino Mergel

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Scritto da Lino Mergel

Lino Mergel è un provinciale. Venuto al mondo in un paesino in provincia di Salerno, ai confini con Irpinia e Lucania, la sua nascita è stata un vero terremoto. Da quell’anno, manco a dirlo il 1980, getta le sue radici in provincia di Napoli, zona flegrea, dove la sua famiglia vive già da tempo. La sue scuole sono il cortile del palazzo, il vicolo, e poi la grande città, dove studia e di cui si innamora, ma ne è più volte respinto nonostante i vani tentativi di conquistarla. Dopo qualche piacevole anno di precariato matto e disperatissimo, e alcune sortite in avanscoperta, l’ultima migrazione risale a 4 anni fa: ora Lino vive e lavora a Torino, diffondendo in tutto il nord l’uso del “uè”. Tifoso del Napoli, non ama i giochi di parole.

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