Paolo Cannavaro ex capitano del Napoli di tante battaglie che proprio domenica ha sfidato gli azzurri indossando la maglia del Sassuolo, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Mattino. Calciomercato.Napoli.it vi propone uno stralcio delle sue interessanti dichiarazioni: “Sognavo di chiudere la carriera a Napoli ma non è stato possibile. È stato come andare di nuovo via di casa, come quando da piccolo andai al Parma. Il Napoli è la mia squadra, quella maglia è la mia pelle, non riesco ad affrontarlo come se fosse un avversario. Sto male al pensiero che tra 5 mesi dovrò tornare al San Paolo, spero che ci sia Fabio a darmi una mano”.

Ad una precisa domanda sul perchè non abbia continuato più la sua esperienza al Napoli, Paolo Cannavaro senza particolari polemiche, ma con un sottile velo di malinconia risponde così: “Napoli è casa mia, anche qui al Sassuolo lo sanno, lì ho imparato a ridere e piangere. Non ce l’ho con Benitez o De Laurentiis, le storie finiscono e alla fine accetti tutto, solo che ti domandi il perché. Perchè Benitez non mi ha dato una possibilità per dimostrare il mio valore.”

Dopo la frecciate al veleno lanciate contro Rafa Benitez da parte di Behrami e Pandev che lo accusavano di aver smantellato un gruppo valido e vincente, anche Paolo Cannavaro si lascia andare ad un piccolo sfogo, lui che fino ad ora non si era mai espresso nei confronti del tecnico spagnolo e della società partenopea. “Scudetto? Certo che ci credo, ho anche minacciato Callejon. Forse ci sono troppi volti nuovi: si può anche cedere Cannavaro, ma perché cambiare tutto il gruppo? A Napoli è stato cancellato un gruppo che aveva raggiunto risultati fantastici, bastava fare solo qualche innesto. In ogni caso non solo deluso da De Laurentiis, lui mi ha dato tanto e lo ringrazio ancora.

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