Napoli, Benitez tra ritiri e vacanze: come è cambiata la strategia azzurra

Tra le notizie del Napoli che destano maggiore stupore tra i tifosi partenopei c’è sicuramente quella delle continue e ripetute giornate di riposo concesse dal mister ai giocatori. Per intenderci, le vacanze a Liverpool e i giorni liberi concessi ai giocatori in vista della gara contro l’Inter, ad una parte dei tifosi partenopei non sono affatto piaciuti. C’è la cultura del lavoro a tutti costi, dello stress in vista di una gara determinante come quella contro i nerazzurri ma Rafa Benitez sembra abbia adottato un mantra diverso.

Per il tecnico partenopeo anche le vacanze e i giorni liberi rientrano in un piano perfettamente programmato, studiato a tavolino, per consentire ai giocatori di recuperare dallo stress psicofisico delle troppe gare ravvicinate. Probabilmente il mister è quel tipo di allenatore che pensa, a giusta ragione, che quando si approccia ad un trofeo bisogna farlo programmandone il percorso dall’inizio alla fine. Poco importa, poi, se vieni elimato, poco importa se il cammino non è quello che ti aspetti.

L’approccio di Benitez è, in pratica, totalitario. Giocare l’Europa League significa immaginare il percorso del Napoli dall’inizio alla fine del torneo. Dalla prima all’ultima gara e programmarne il dispendio di energie nei minimi particolari. È vero, la regola è sempre quella del “partita dopo partita” ma, in ottemperanza all’orma famoso “sin prisa pero sin pausa”, il tecnico sa perfettamente, per la levatura internazionale che lo contraddistingue, di non poter fare a meno di programmare l’intera stagione, i carichi di lavoro tra le varie competizioni.

È un po’ anche in questo la differenza tra tecnici del calibro di Benitez e tecnici come Walter Mazzarri. Per Rafa il mantra è l’intera stagione, per il livornese è la prossima partita. Quello di Benitez è un approccio lungimirante che lo conduce, inevitabilmente, a frizioni con il patron del Napoli per il rinnovo. Le pretese del tecnico, infatti, non sono di natura economica ma, piuttosto, si riferiscono a quel mastodontico progetto più volte annunciato da De Laurentiis e mai effettivamente realizzato.

Benitez per rinnovare chiede investimenti infrastrutturali, investimenti degni di questo nome nel settore giovanile, l’idea dello stadio di proprietà. Il tecnico punta a quell’internazionalizzazione del Napoli troppo spesso sbandierata da De Laurentiis e mai realizzata. Anche l’approccio ad ogni singola stagione ha questi crismi: si parte con l’idea di una stagione totalizzante.

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Scritto da Massimo Esposito

Napoletano di nascita e cilentano d'adozione, è appassionato di letteratura sportiva e del Calcio Napoli. Nasce economista per svista con la grande necessità di comunicare e di trasmettere. Di condividere e di parlarne. Il tempo libero (spesso troppo) è dedicato alle sue grandi passioni, tra cui i cani. Massimo Esposito su Twitter

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