Napoletani terroni, per Sandro Ciotti lo Scudetto a Napoli simbolo di rivalsa

Il 18 luglio 2003 moriva una grande voce e un grande volto del giornalismo italiano, Sandro Ciotti, famoso anche alle generazioni più giovani per la sua voce roca ma inconfondibile, divenuta tale a causa di una telecronaca in Messico nel 1968, quando a detta sua lavorò per 14 ore consecutive sotto una pioggia battente che gli provocò questa menomazione.

Tutto il popolo napoletano porta di lui ancora un grande ricordo, una stima profonda per l’uomo che va al di là delle qualità della figura del giornalista e del telecronista. In occasione del primo scudetto del Napoli del 1987, Ciotti, con la sua eleganza criticò apertamente chi dava del “terrone” al napoletano: “Vorremmo che questo termine, che tutti usiamo in maniera sminuente, diventasse invece un vestito nuovo, un epiteto per indicare la gente che ama la propria terra, capace anche di venire dall’America per gioire di un’impresa sportiva.”

Sandro Ciotti

Le sue parole all’epoca fecero scalpore perché andavano in direzione diametralmente opposto ad un dilagante sentimento di antimeridionalismo che si stava diffondendo (pericolosamente) nel paese e che ancora oggi influenza la vita sociale e politica italiana. Sandro Ciotti era però di un’altra pasta, di tutt’altra qualità e seppe cogliere il buono e il bello in un termine come “terrone” dando al popolo napoletano una notevole arma di rivalsa. Ed è proprio così che va ricordato Sandro Ciotti, col suo stile, la sua eleganza e la sua infinità professionalità.

Leggi anche–> VIDEO – I 40 anni di Salvatore Soviero

Scritto da Giorgio Billone

Sono nato a Palermo il 17/06/95 e da allora sono diventato un appassionato di calcio a 360°, amante delle statistiche e alle curiosità legate al mondo del pallone, esperto di Sport in tv.

Striscioni contro Cavani a Dimaro: Mercenario (FOTO)

Mazzarri parla del Napoli: “Benitez ha una squadra da scudetto”