Mughini attacca Maradona e Napoli: “Diego non è un Santo”

Aspra critica di Mughini nei confronti di Napoli e di Diego Armando Maradona: "La città vive nel passato. Maradona è stato un calciatore divino, non un Santo"

Giampiero Mughini si scaglia contro Napoli e attacca Diego Armando Maradona. Nella settimana dello spettacolo del Pibe de Oro, il noto opinionista dal cuore bianconero ha aspramente commentato sia l’esordio in teatro dell’argentino sia la grande importanza viene data al campione dalla città partenopea.

Una polemica innescata già nella puntata di Tiki Taka andata in onda lunedì 16 gennaio e che è proseguita sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno: “Conosco bene e ammiro la grandezza di Napoli, ma – sottolinea Giampiero Mughini resta una città che guarda indietro. Il problema è che i napoletani sono troppo napoletanisti, eccessivamente fanatici della napoletanità e chi non si dimostra fanatico a sufficienza passa come uno che vuole gettare ombre sulla città”.

La critica di Mughini non risparmia neppure “Tre volte 10“, lo spettacolo di Siani con protagonista Diego Armando Maradona andato in scena al San Carlo lunedì sera: “Non mi sento di definire lo spettacolo una pacchianata, diciamo che si è trattato di una festa popolare e, come tale, un po’ innocua e un po’ scadente. Scadente – prosegue l’opinionista e scrittore siciliano – perché una città alle prese con tante problematiche incalzanti non può entrare in estasi per un campionissimo del passato”.

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Eccessiva la reazione del pubblico napoletano allo spettacolo di Maradona così come eccessiva è stata, secondo Mughini, la scelta del San Carlo: “Si è trattato di una scelta fuori misura, d’altra parte anche Napoli è una città un po’ fuori misura, pensa che Maradona sia un Santo e invece è stato solamente un calciatore divino che spesso parla a vanvera e con una continua e smisurata necessità esibizionistica”. Di recente è stata conferita al Pibe de Oro la cittadinanza onoraria di Napoli: “Se pensiamo a chi sono stati cavalieri della Repubblica… ci può stare”.