Morosini, un Anno Dopo. Lo Struggente Ricordo di Livorno.

morosini calciatore morto livorno
Piermario Morosini

Un anno fa moriva sul campo di Pescara il centrocampista del Livorno Piermario Morosini. E questa mattina la città toscana ha celebrato con le lacrime agli occhi il primo anniversario di quella tragedia che produsse una sincera e dolorosa onda emotiva non ancora esaurita. Anzi. La partecipazione dei livornesi alle iniziative che si sono susseguite questa domenica mattina è stata massiccia e commossa.

IMG_0834

Alle 9 in Cattedrale il vescovo di Livorno monsignor Simone Giusti ha officiato una messa in suffragio del giocatore: presenti la squadra, lo staff tecnico, i dirigenti, ma soprattutto tanti tifosi e tanta gente comune. “Viene da chiedersi perché un ragazzo così giovane debba morire – ha detto il vescovo durante l’omelia. La morte è la negazione della vita. Eppure c’è un  modo per sconfiggerla: con l’amore“. Il difensore amaranto Alessandro Lambrughi ha letto la lettera che i giocatori del Livorno scrissero a Morosini il giorno prima del suo funerale e che è stata pubblicata solo ieri dal giornale ‘Il Tirreno’, mentre Simone Salviato ha letto parole scritte da Anna, la fidanzata di Piermario e da Vito, suo migliore amico.

Due ore più tardi circa cinquecento persone si sono date appuntamento allo stadio dove il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi ha scoperto la lapide che intitola il settore gradinata dello stadio ‘Armando Picchi’ a Morosini: una cerimonia sobria che ha visto anche la presenza del presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi e, in veste di semplice tifoso, di Igor Protti, la bandiera del Livorno. In Duomo, ma anche allo stadio era presente anche il dg del Verona Giovanni Gardini che l’anno scorso era dirigente del Livorno e che fu uno dei primi ad accorgersi che sul campo di Pescara si era consumata una tragedia irreparabile.

Da domani il Livorno tornerà a pensare al campionato e con tutte le forze proverà a conquistare la promozione in serie A, tutta da dedicare a Piermario Morosini.