Magari sul campo farà ricredere tutti. Ma, almeno per ora, il nuovo Napoli sarà ricordato come quello delle “partenze illustri”.

Cessioni importanti, prevedibili ma comunque dolorose, che smantellano l’organico di quel Napoli costruito, nell’ormai lontano 2007, dall’allora direttore sportivo Pierpaolo Marino. Che, al primo anno di serie A, fece un figurone, regalando al suo patron De Laurentiis (e in realtà alla piazza di Napoli) giocatori del calibro di Hamsik, Gargano e Lavezzi.

Di quel fantastico trio, che ha preceduto di molto quelli che poi sarebbero divenuti i “tre tenori”, è rimasto solo Hamsik.

Paradossalmente, il calciatore con più offerte e più mercato, sia in Italia che all’estero. Quello che, secondo i soliti ben informati, avrebbe dovuto fare le valigie, con destinazione Milan, già un anno fa. Ed invece alla fine, di quel tris datato 2007, è rimasto solo lui.

I sudamericani, Lavezzi e Cavani, hanno cambiato aria, optando per il Nord: il primo a Parigi, il secondo a Milano. Niente più sole, niente più pizza, addio passione sfrenata ed incontenibile della gente. Magari sarà stata (anche) quella ad allontanarli da Napoli…