Maurizio Sarri, intervista a Sky Sport: “Napoli nel destino”

Maurizio Sarri si confessa nel corso di un'intervista a Sky Sport: "Il Napoli nel mio destino, avrei sbranato Higuain e con Maradona non potrei mai litigare"

Maurizio Sarri è stato il protagonista dell’intervista realizzata da Paolo Condò per Sky Sport. Tanti gli argomenti affrontati, dal lavoro in banca alle scelte tecniche, passando per il Napoli e senza dimenticare Diego Armando Maradona e ricordando anche Gonzalo Higuain, giocatore che l’allenatore toscano ha più volte definito “un figlio”, nonostante lo sgarbo ricevuto.

Prima di dedicarsi al calcio e al ruolo di allenatore, Maurizio Sarri lavorava in banca, “alla Banca Toscana che fa parte del Monte Paschi di Siena”. Una professione che lo ha spinto in giro per l’Europa e alla quale ha affiancato per diverso tempo il mestiere di allenatore: “A volte giravo l’Europa per qualche settimana o mese, il mio lavoro era divertente: lavoravo con rilevanti somme di denaro, per le aziende a scopo di lucro e prezzi che cambiavano in continuazione. C’è stato un periodo in cui pensavo al calcio dalla mattina alla sera, la scelta era inevitabile”. Un mestiere, quello di allenatore, che è stato quasi come una vocazione per Sarri che confessa: “Se faccio questo lavoro è per colpa di Sacchi: mi sono innamorato del suo gioco e dei suoi metodi. Lui lo sa, glielo dico sempre. L’esser stato paragonato a lui mi onora molto: Sacchi ha vinto tutto”.

Il calcio e il Napoli nel destino di Maurizio Sarri

Un lavoro che “l’ex impiegato”, come spesso viene chiamato, avrebbe fatto anche gratis, una scelta coraggiosa e non semplice da comunicare alla propria famiglia: “Sentivo meno responsabilità nel dirlo a mia moglie che a mio padre – afferma Sarri -. Fortunatamente la mia famiglia è sempre stata d’accordo con me sin da subito. Sia mia moglie sia mio padre mi dissero che se ritenevo questo un modo per trovare serenità dovevo farlo”. Dalla Seconda Cadegoria al Napoli, il salto è considerevole e la soddisfazione grande: “Alle elementari, nella periferia di Firenze, ero l’unico tifoso del Napoli di tutta la scuola e ritrovarmi ad allenare il Napoli è stato qualcosa di emozionante. Mi sono detto ‘allora è destino'”. 

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Sarri su Higuain: “L’avrei sbranato, ma resta un figlio”

Nel suo destino anche Gonzalo Higuain, giocatore sul quale Maurizio Sarri ha fortemente puntato nella scorsa stagione facendogli firmare il record delle 36 marcature in Serie A e che considera come un figlio. Lo stesso Higuain che, senza dir nulla, ha scelto la Juventus, da sempre rivale del Napoli: “È un ragazzo particolare, ha bisogno di alcune cose per rendere al meglio. Ho sempre sostenuto che è il centravanti tipico più forte del mondo. Erano più i rimproveri che gli elogi: deve pretendere tanto da sé stesso. L’abbandono – prosegue – è stato un momento brutto, potevo aspettarmi la Premier, la Juventus però no. Per un periodo non volevo più sentirlo, come un figlio che ti ha fatto arrabbiare e che sbraneresti, ma resta sempre un figlio. La sua scelta è stata discutibile, ciò non significa che non sia una persona a posto”.

Il primo incontro negli spogliatoi con la squadra azzurra è stato strano: “Erano tutti in silenzio, sembrava un gruppo triste e ripetevo loro questa sensazione. Ho detto ‘fermi tutti,  che sta succedendo? Questo lavoro deve essere divertimento’. Se si mette entusiasmo in quello che si fa è un valore aggiunto. Pian Piano ho iniziato a vedere quello che volevo”.

L’incontro con Maradona: “Felice delle sue parole”

Non poteva mancare, nel corso dell’intervista a Sky Sport, una domanda su Diego Armando Maradona e sull’incontro avvenuto a Castel Volturno: “Dubitavo mi conoscesse, con lui non potrei mai litigare. Poi ha avuto delle belle parole per me e mi ha fatto piacere. Conoscendo Napoli, ogni volta che torna è un delirio. Il primo anno – ricorda Maurizio Sarri erano in ritiro vicino casa mia, a Regello, e andavo tutti i pomeriggi a vedere l’allenamento solo per lui”.

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Sarri su Real Madrid-Napoli: “Potrò dire di aver giocato al Bernabeu un match di Champions”

All’orizzonte, sempre più vicina, c’è la doppia sfida contro il Real Madrid. Un incontro storico e importante: “Il Real Madrid può ribaltare il risultato nel giro di pochi minuti. C’è grande soddisfazione perché andremo a disputare una partita importante contro una squadra e in uno stadio più importanti al mondo. Potranno avere qualcosa in più, ma credo che saremo in grado di stare in partita. Un giorno potrò dire di aver giocato una partita di Champions League al Bernabeu”.