Maradona risponde alle accuse di diffamazione del figlio e di Cristiana Sinagra

Non c’è pace per Diego Armando Maradona. Per l’ex Pibe de Oro, dopo i problemi con Equitalia, non sembra esserci un momento tranquillo nei suoi rapporti con la giustizia: l’ex numero 10 del Napoli e della Nazionale Argentina è stato, infatti, accusato di diffamazione da Cristiana Sinagra e dal figlio Diego Armando Maradona jr.

Dopo le polemiche di un anno fa in cui il figlio del Pibe de Oro denunciava il padre per i mancati sostentamenti degli anni precedenti nonostante Maradona dichiarasse di aver elargito un milione di euro per Diego jr e per sua madre (“Voglio solo chiarire che non c’è una cosa vera in tutto quello che è stato detto, un milione di euro? Non so nemmeno come si scrive. Che mi dicano dov’è il milione di euro. E comunque la gente sa che non sono nato da una relazione occasionale. La mia parola vale più dei soldi, non venderò la mia parola per soldi. Hanno cercato di comprare il silenzio di mia madre ma lei ha sempre rifiutato. Che mi dicano dove sia questo milione di euro. Le dichiarazioni di Diego mi fanno ridere.”), per l’ex Re di Napoli arrivano le denunce per diffamazione.

Diego Maradona junior

Direttamente da Dubai, però, Maradona si difende in un video nel quale dichiara: Non ho mai offeso nessuno, né il giovane Diego né la signora Sinagra. Voglio personalmente chiarire che non ho mai parlato di questa storia, che non ho mai incaricato nessun avvocato di diffondere qualsivoglia notizia riguardante la mia vita privata né ho mai neanche pensato di offendere nessuno, tanto è vero che anche dagli atti di indagine del tribunale non esiste nessun testo scritto, né a mia firma, né di mio pugno che provi un mio coinvolgimento diretto nella vicenda in questione.”

“Non so chi abbia inteso diffondere tali assurde dichiarazioni a mio nome e non lo trovo giusto – continua Maradona – Ci sono le carte del Tribunale Civile che parlano e nessuno può accusarmi di cose non vere e mai dette. Spero che il ragazzo prosegua serenamente la sua vita e carriera sportiva e che non venga più strumentalizzato per colpe non sue. Io non ho mai detto niente, è un fatto chiuso. È da 25 anni che sono perseguitato da questa faccenda, ma io non ho parlato e non ho offeso nessuno. Spero che i giudici sappiano valutare questo perché io non ho parlato. Se parlano gli altri io non sono responsabile di quello che si dice, si dicono tante cose di me che non escono mai dalla mia bocca”.

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