Maradona a L’Intervista: “Napoli nel cuore, Droga grande errore”

Nella puntata de “L’Intervista”, andata in onda questa sera su Canale 5, Maurizio Costanzo ha intervistato Diego Armando Maradona e il campione argentino si è raccontato a cuore aperto. Non ha tralasciato nulla il Pibe de Oro che confermato il suo amore per Napoli, ma ha anche trattato temi più delicati come quello della droga che definisce: “il mio più grande errore”.

Maradona inizia l’intervista raccontando i suoi primi calci dati a un pallone: “Ho iniziato vincendo la Coppa del Mondo Juniores in Giappone a 19 anni e in quel momento ho capito se che con quella forza mi fossi allenato al meglio in una squadra forte, potevo diventare più forte”. L’amore per il calcio lo accompagna da quando era bambino: “A me hanno detto di tutto nel corso della mia carriera e nella mia vita, ma tutto quello che volevo io era il pallone. Da piccolo non avevo soldatini, io volevo solo il pallone”.

I ricordi d’infanzia di Diego Armando Maradona

Un’infanzia non semplice quella vissuta da Diego Armando Maradona. Cresciuto in una famiglia numerosa e poco agiata, l’amore dei genitori e il pallone hanno reso la sua infanzia più felice: “Quando ero piccolo non avevamo televisione in casa e avevamo difficoltà economiche, lavorava solo mio padre ed eravamo sette figli. Dormivamo tutti in una stessa stanza, dico sempre che mio padre ha fatto un miracolo a far crescere tutti quanti. Non abbiamo avuto giocattoli, ma abbiamo avuto amore. Io giocavo a calcio con le mie sorelle”.

Maradona e l’amore per Napoli: “Sarà sempre nel mio cuore”

Il calcio poi ha cambiato la vita di Maradona che, dopo l’avventura al Barcellona, ha saputo far vivere a Napoli un sogno, diventando un vero e proprio idolo per i tifosi e per la città Napoli: “Napoli continua a essere nel mio cuore perché mi ha dato la possibilità di giocare a calcio ancora al massimo livello, in una squadra in grado di competere con le squadre del Nord. Avevo litigato con il presidente del Barcellona, non c’erano squadre per me e il Napoli ha fatto un miracolo e mi ha portato in Italia”. Ed è proprio lì che l’argentino viene battezzato El Pibe de Oro: “Nasce a Napoli. Sono stato tutta una vita El Peluca”.

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L’esordio in Nazionale a 16 anni e i quattro Mondiali disputati in Argentina sono alcuni dei record che il Pibe de Oro può vantare: “Ai Mondiali rappresentavo l’Argentina, un Paese che non stava e non sta bene e tutto questo io lo sentivo molto, per questo mi allenavo di più, per fare un regalo alla mia gente. In Argentina si arriva prima a giocare in prima squadra”.

Maradona e le donne: “Non riesco a star sempre con la stessa”

Dal calcio alle donne. Nel corso della sua vita Diego Armando Maradona è stato accompagnato da numerosissime donne. Dal primo amore Claudia Villafane, madre di Dalma e Janina, all’attuale compagna Rocio Oliva: “Mi sono sposato una sola volta, con Claudia. È stata il primo amore della mia vita. Oggi sono tremendamente innamorato di Rocio, è un po’ giovane… Ha 26 anni e io ne ho 56. Non ce la faccio a restare sempre con la stessa donna. Non mi hanno cambiato a 15 anni e non lo faranno a 56. Oggi sono tremendamente innamorato di Rocio, ma lei sa che domani potrebbe essere diverso”.

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Maradona e la droga: “Il mio sbaglio più grande”

La vita dell’argentino è stata devastata dalla droga, cattiva amica che lo ha portato a un passo dalla morte, ma dalla quale è riuscito a separarsi in tempo, grazie anche all’aiuto dei suoi figli: “Il problema più grande è il problema della droga. La droga uccide. Avevo 24 anni, quando ho iniziato, ero a Barcellona ed è stato il mio più grande errore. Se avessi continuato sarei già morto. Io sono molto fortunato ad essere qui”.

A conclusione dell’intervista, dopo aver visto in carrellata gli argentini di oggi, Maradona si sofferma su Icardi: “Uno non può sposarsi con la moglie dell’amico. Può essere un grande giocatore, ma è un traditore per quello che ha fatto Maxi Lopez e questo nel calcio si paga. Batistuta fa 10 Icardi”. Tesse le lodi invece di Papa Francesco: “È un fuoriclasse per tutto quello che sta facendo nel Vaticano”. Il sogno resta sempre lo stesso: “Vorrei continuare a giocare”.