Leo Messi, l’Uomo dei Record: E’ il Calciatore Più Forte di Sempre?

Quando lo vedi giocare, viene subito da chiedersi se sia effettivamente il calciatore più forte di sempre. Nell’albo genealogico di famiglia spunta un antenato di Recanati costretto ad emigrare in Argentina. Non Giacomo Leopardi ma qualcosa di poetico da quelle zone Leo Messi l’ha ereditato. C’è chi disegna con le parole ed apre i cuori di chi legge. C’è chi come la “Pulga” apre altro, preferibilmente difese, e ti fa alzare in piedi. Che tua sia dalla sua parte o dall’altra. L’uomo che fa l’alieno con il pallone. I centimetri (pochi) più preziosi del calcio che stanno riscrivendo la storia. Frantumando record.

L’INIZIO SENZA FINE. Che il fuoriclasse del Barcellona fosse un talento raro come un “giallo” di Van Gogh lo si è intuito subito. Il Barcellona crede in lui, si sobbarca le spese necessarie a curare l’ipopituitarsimo ( il River non riusciva a coprire i 750 euro al mese necessari per le cure), lo mette sotto contratto nel 2001. L’affare del secolo. A 16 anni l’esordio in Liga, a 17 il primo gol contro l’Albacete. E’ il 1 maggio del 2005. E’ l’inizio senza fine…

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MESSI INGORDO, I NUMERI DELL’ALIENO E “L’AREA 50”. Eh già, perché il ragazzino di Rosario da allora ha fatto cose mai viste, unito popoli rivali, ridato quel tocco di imprevedibilità e genialità ad un calcio diventato cronometro, stereotipo, fatto di calciatori in stampa seriale. Lui è diverso. I suoi numeri lo sono. 376 presenze, 284 gol. A 25 anni e con un futuro davanti e pochi ( forse zero) avversari di fronte. Per chi ne mette in discussione l’assoluta leadership su scala mondiale, ecco qualche dettaglio. Giusto qualcuno. L’anno scorso ha chiuso la Liga con un record che se non lo vedi vieni assalito dai dubbi di San Tommaso: 50 gol in stagione in 37 partite. Ed è tutto vero. Felicemente vero. Documentato, direttamente dall’”area 50”. Fa notizia, insomma, quando non segna. E delle notizie si è persa traccia.

PALLONI D’ORO IN SERIE, CHAMPIONS. SALUTI A PELE’. Ed allora diventa quasi un “delitto” non dargli il Pallone d’Oro per manifesta superiorità. Non esiste solo la “Pulgita”, d’accordo, ma se il premio va al più forte è dura scavalcare lui e le sue “poesie”. Dipinte con i pennarelli della fantasia che si fa fisico quando resiste ai tentativi di abbattimento operati per frenarlo. E’ una parola. E ci vuole coraggio a non premiarlo. Coraggio che nessuno ha avuto. Nelle ultime tre edizioni ha vinto sempre lui. Tre di fila. Solo Platini può dire: “ Anche io”. Ma i record sono troppi. Si fa fatica pure a ricordarli.

La Champions, ormai, ha la faccia della “Pulce”, per quattro anni consecutivi capocannoniere della manifestazione. L’unico ad averne fatti 5 in una sola partita. Dove c’è un record da “sfondare”, lo vedi arrivare, rannicchiato nei suoi scarsi 170 cm, pronto a puntarlo e farlo crollare. Come fatto, tempi recentissimi, roba di qualche ora,  con il grande Pelè. La “perla nera” ha visto prima vacillare il suo primato di gol segnati nell’anno solare ( 75), poi raderlo al suolo quando Leo Messi ha scartocciato un’altra prodezza. Anzi, due. Doppietta al Maiorca.  Sono 76. Pelè, agganciato. Superato. Ed ora nel mirino c’è Gerd Muller, ve lo ricordate? Il simbolo della fortissima Germania Ovest anni ’70. Il centravanti del Bayern segnò 85 gol nell’anno solare. Messi ne ha 9 in meno ma altrettante partite ancora a disposizione. Fino a San Silvestro c’è tempo. La miccia è accesa. La sfida partita, insieme ai 169 centimetri che profumano di calcio e magia. Un altro record in pericolo.