Lega Pro: la Riforma dei Campionati Fa Discutere

Il 21 novembre il Consiglio Federale della  Figc ha ratificato la riforma dei campionati di Lega Pro che andrà in vigore dalla stagione 2014/15.

Il nuovo formato prevede una categoria unica a cui parteciperanno 60 squadre divise in tre gironi di 20 ciascuno con una riduzione di nove unità rispetto agli organici attuali.  Per il momento sono tutti contenti, ma da qui al 2014 ci sarà da discutere.

scandalo lega proHa espresso soddisfazione l’Associazione Italiana Calciatori perché le società saranno più obbligate a schierare due under 21 in campo e ad avere otto under 23 in rosa come accade oggi. E’ felice l’inossidabile presidente di Lega Mario Macalli, in sella dal gennaio 1997 e sulla via della ricandidatura. La riforma, invece presenta almeno un paio di punti oscuri. Il primo riguarda proprio i giovani.

Strano che l’Aic abbia manifestato apprezzamento. In Italia l’esterofilia soffoca i settori giovanili e i talenti faticano ad emergere perché sempre più spesso ‘chiusi’ da stranieri anche di dubbia qualità. La riforma potrebbe costringere i ragazzi a scendere addirittura nei dilettanti per farsi le ossa. Certo, chi è più bravo emerge a prescindere, ma sono molti i casi di giocatori a ‘maturazione più lenta’ che inevitabilemente andranno perduti. Non convince neanche il format con il quale si torna indietro agli anni ‘7o. Probabilmente ci sarà una sola promozione in B per girone anche se (per fortuna) non sarà abbandonato l’istituto dei playoff. Ma che sarà di quelle squadra che a novembre/dicembre saranno abbastanza lontane dalla vetta o comunque non in grado di nutrire ambizioni? E soprattutto come si pensa di riempire gli stadi di queste squadre che avranno ben poco da chiedere al campionato? Infine un ultimo interrogativo. Ancora più inquietante.

La crisi della Lega Pro (un girone di 17 squadre, uno di 16 e due di diciotto, non proprio uno spot per la categoria) affonda le radici in quella economica, ma anche in scelte sbagliate inevitabilmente made in Macalli. Dal 2004 il presidentissimo ha iniziato una serie di esperimenti discutibili nella composizione dei gironi, mischiando geograficamente le squadre e costringendo le società e sfondare il budget (e dissanguarsi) per affrontare trasferte lunghissime. In sostanza.

Se la vecchia serie C sta morendo (con una lunga serie di fallimenti estivi di società anche dal passato glorioso) la colpa è pure di chi la governa da oltre tre lustri e non vuol saperne di abbandonare lo scettro del comando. Così va il mondo del calcio.