Lazio-Napoli 0-1, la partita di un napoletano in trasferta a Genova

Cercare il sonno nel regionale Torino-Genova delle 7.30, il riscatto dell’America Latina nei murales di Diego Rivera e nelle tele di Frida, e quello degli azzurri nelle prodezze del Pipita. E poi la passeggiata al mare e il pranzo a base di pesce. La domenica del tifoso partenopeo torinese in gita in Liguria è scandita da piccoli obiettivi. “Zena”, città gemellata, ha sempre il suo fascino… girare fra i vicoli è un piacere, eccetto quando ti accorgi che è già ora della partita e ancora non hai trovato dove sederti, guardarla e assaporare le prelibatezze della cucina locale.

A quel punto il giro dei vicoli diventa una corsa. Una corsa affannosa, quando sul cellulare arriva la notizia che “all’Olimpico Gonzalo l’ha toccata piano”. Al porto turistico c’è un raduno di bikers con un concertino. Il cantante stonato flagella i timpani con una versione personalizzata di “Impressioni di settembre”, incrementando il livello di difficoltà del tifoso senza immagini del gol alla Lazio. “Cosa sono adesso non lo so… sono un uomo in cerca di uno schermo…”.

La soluzione proposta alla compagnia di viaggio è: aperitivo in un pub che trasmette la partita, prima del pranzo a base di pesce in una trattoria del porto antico. Lo slow-motion della castagna di Higuain arriva in contemporanea con la focaccia di Recco, con conseguente esplosione di sapori. Ma poi cosa vedo mai? Nientedimeno qualcuno che sa giocare a difesa! Vuoi vedere che Bidon ci ha visto giusto? Il baccalà, la spigola, il vermentino e la passeggiata al tramonto nella Boccadasse cantata da Gino Paoli sono la colonna sonora della serata genovese che ci riaccompagna a casa. Sul treno del ritorno si dorme, terzo posto. E avanti così, “ciuf ciuf”.

Forza Napoli Sempre!

Lino Mergel

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