L’Avellino fa sul serio. Parte da Andria la caccia al primato

Gigi Castaldo Avellino

Non è ancora da Scala del calcio, e nessuno glielo chiede, ma quella dell’intensità l’ha quasi  scalata l’Avellino di Massimo Rastelli. Ad Andria è arrivato il colpo grosso. I tre punti on the road che mancavano addirittura dal blitz di Benevento quando il campionato era ancora al suo stato larvale. Al contrario degli irpini, in piena evoluzione. La sfortunata gara interna con il Latina, il prototipo della beffa capitale, aveva lasciato l’amaro in bocca ma anche la sensazione che la squadra dell’Irpinia, ripulita dall’eccesso di generosità riservato agli avversari, potesse competere per i posti che contano. Ed al “Degli Ulivi” è arrivata la conferma. Schiacciante.

PALLONE CHE SCOPPIA… La novità, invece, è nella rabbia che l’Avellino è riuscito a scaricare su un terreno di gioco storicamente ostico per i colori biancoverdi.  Partita dominata in lungo ed in largo con l’autorità ed il piglio delle “grandi”. Poca accademia, molta sostanza, una corsa sfrenata. Il pallone comincia a scoppiare. Come ad inizio stagione aveva promesso Massimo Rastelli. Non è mai troppo tardi. Soprattutto quando si recita il “mea culpa” e si opta per le cose semplici. Tre centrocampisti di ruolo (Massimo, Angiulli,D’Angelo), Millesi che fa il trequartista e si abbassa in fase di non  possesso… e la quadra è servita.

…E CHE SUDA Corsa, muscoli, ma anche qualità. Quella che abbonda nella testa e nei piedi di Emiliano Massimo. Scuola Roma, talento sprecato in questa categoria e negli anni scorsi considerato addirittura più futuribile di un certo Florenzi. E’ lui, “The Mentalist”, il faro della manovra avellinese. Testa alta, ideale di gioco più spagnoleggiante che italiano, ed ora anche tanta aggressività. Oggi, forse, il miglior play-maker del campionato. Spalleggiato da due ossi durissimi come D’Angelo ed Angiulli per una mediana finalmente all’ altezza.

DIFESA DA PRIMATO Picchi di qualità che “investono” anche la difesa dei campani. La meno perforata del girone. 9 gol al passivo (almeno cinque regalati, però, agli avversari) ed un affiatamento in continua crescita. Con Giosa tornato su livelli stellari e Izzo che non ha fatto rimpiangere in Puglia l’assenza di Fabbro, il ponte levatoio è sempre alzato. C’è ancora da lavorare su qualche calo di concentrazione e su qualche “buco” laterale ma in garitta l’Avellino sta messo bene. In attesa di trovare  un quarto sul mercato per allungare la rosa.

scandalo lega proPITONE VELENOSO In attacco qualche dubbio serpeggia, con varie riprove da campo, da inizio stagione. Ha provato a fugarlo ieri Biancolino, strepitosa doppietta ad Andria. Un gol di potenza, l’altro di rapina. E nel post partita una dichiarazione “forte”. Il Pitone segna anche se “ non gioco mai”. I numeri gli danno ragione. Cinque gol in carniere, uno in meno di Castaldo ma con un minutaggio ultra-ridotto. L’Avellino riabbraccia il bomber di Capodichino ma resta vigile sul mercato (sperando di rivedere a certi livelli De Angelis). Se arriverà (ed arriverà) un altro attaccante di spessore, saranno dolori per tutti. Mister X, Castaldo, Biancolino. Più Catania, Millesi ed Herrera. La bollente piazza irpina torna a sognare. Domenica contro il Catanzaro è atteso il pienone nello storico Partenio. Le battistrada Pisa e Latina saranno in Campania, rispettivamente a Benevento e Pagani. Rischiano entrambe. Per l’Avellino sarà assalto alla vetta.