La Tessera del Tifoso ha fallito: una Scelta Sbagliata. Senza Tifosi il Calcio Collassa

Nata nell’ormai lontano 2007 e criticata da ogni parte, la tessera del tifoso (e l’enorme mole di regole, cavilli e procedimenti che si porta dietro) dopo 6 anni ha clamorosamente fallito. Chiaramente, quando diciamo che la tdt ha fallito intendiamo che tutto l’impianto normativo che ruota attorno alla tessera ha fallito. A prescindere, infatti, dai tempi biblici talvolta necessari per il rilascio (nel caso del Napoli si aspetta anche più di due anni) e dal vantaggio (talvolta) di poter acquistare i biglietti on line, gli effetti non sono stati quelli desiderati. Tutt’altro.

tessera del tifoso napoli
La TDT della SSC Napoli

La situazione è praticamente peggiorata. A prescindere, infatti, dagli errori (o orrori) insiti nel sistema messo in piedi dai governi succedutisi nel tempo e sui quali sono già stati sprecati fiumi d’inchiostro, gli ultimi episodi dimostrano con straordinaria chiarezza che lo scopo per il quale erano nati tessere, tornelli e DASPO non è stato raggiunto. Fuori dagli stadi continua a non imperversare la legge, così come all’interno degli impianti che si sia in possesso o meno della tessera del tifoso non fa alcuna differenza. Anzi.

L’unico effetto lampante è stato quello di allontanare l’utenza dagli stadi, quello di tenere lontani i tifosi dagli impianti e di delocalizzare i ricavi dei club spostando il grosso del business sulle pay tv. Le società italiane sono, ormai, ostaggio dei diritti televisivi e di chi li gestisce. Il grosso dei ricavi arriva, infatti, proprio da lì ed ecco, come per magia, che i tifosi (che dovrebbero essere il vero volano del calcio, così come accade nei campionati nostri concorrenti) sono costretti a sorbirsi anticipi, posticipi, la gara del venerdì, le due (o tre) del sabato tra le 18.00 e le 20.45, il lunch match, qualche partita alle 15.00 ed il posticipo serale (quando non c’è addirittura quello al lunedì).

La nuova regolamentazione in materia di accesso agli impianti sportivi genera storture senza pari. La normativa vigente, infatti, genera colossali paradossi che, talvolta, restano addirittura nascosti. E’ per esempio il caso di molti campi di provincia che, pur essendo all’avanguardia, restano chiusi al pubblico a dispetto di altri impianti, aperti in ogni ordine di posto, pur apparendo (volendo essere benevoli) dei veri e propri “campi di patate”. La normativa vigente obbliga un tifoso del Napoli residente, per esempio, a Londra, a venire ai botteghini del San Paolo ritirare il biglietto di accesso ad uno degli stadi delle rivali in Champions League. La normativa vigente disincentiva il rapporto tra società e tifoseria e, anche laddove previsto (vedi il sistema utilizzato dalla Juventus) genera storture colossali che obbligano l’impianto di Torino a restar chiuso (parzialmente) per le sfide con Sassuolo ed Udinese.

Nocerina Ultras Rispetto
Manifestazione a sostegno dei tifosi molossi

Insomma, stortura contro stortura, il sistema è ormai allo stremo e continuando su questa strada, come sembrerebbe di capire dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Enrico Letta, del Ministro dello Sport Delrio e del Vice Presidente del Consiglio Angelino Alfano, la situazione può soltanto peggiorare. E peggiorerà senza dubbio finché le istituzioni continueranno ad ignorare che il calcio, senza tifosi, risponde esattamente alla definizione che ne danno molti stolti, quella di 22 uomini in mutande che rincorrono una palla. Il calcio, senza tifosi e senza appartenenza, rischia di svuotarsi di ogni contenuto.

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