Italia-Francia, L’Amichevole a Parma Tra Cugini Dispettosi

Cesare Prandelli Allenatore Italia

Parli di Italia-Francia e ti scorrono subito davanti agli occhi, rapidi ma ben impressi, i “dispetti” di un secolo fatto di incontri ravvicinati, reciproche “malsopportazioni”, cucchiai, golden gol, finali, coppe,  colpi di testa e testate. Si chiamerà pure “amichevole” , quella in arrivo, ma sul prato, sotto il profilo strettamente agonistico, ci saranno pochi convenevoli, molte motivazioni, una “fame” sconosciuta in gare orfane dell’appeal dei tre punti.

El Shaarawy Giocatore Milan

PARTITA VERA Non sorprende, allora  che il match di domani sera, Parma, Stadio Tardini, sia visto come qualcosa di più che una semplice tappa di avvicinamento a Brasile 2014. In campo scendono rivali storiche poco propense a cedere di un millimetro. Giocassero contro pure a biliardino o alla briscola. Prandelli e Deschamps schierano il “meglio”. Perché c’è da provare. Perché questa amichevole sa molto di orgoglio e di saga della “ripicca”.

GLI SCAMBI RECENTI, IL GOLDEN GOL DI TREZEGUET Senza affondare nei ricordi più lontani, la mente vola a due reciproche “iniezioni di bruciore” che Francia e Italia si sono regalate nel recente passato. I primi a rinverdire la rivalità di sempre e ad abbandonarsi a crasse risate  sono stati i francesi. Anno 2000. Europei. L’Italia batte l’Olanda in semifinale a casa sua (dopo assedio alla porta di Toldo, seguito da rigori vincenti e cucchiaio di Totti). All’ultimo “giro” incontra la Francia. Del Vecchio le fa male, Del Piero può affossarla ma sbaglia. E all’ultimo respiro arriva l’1-1 di Wiltord. Supplementari, segna Trezeguet. E non c’è il tempo di rimettere il pallone al centro perché c’è il contestato Golden Gol. Chi segna vince. La Francia alza la Coppa, l’Italia ci resta secca.

ZIDANE TESTATA , CAMPIONI DEL MONDO La “cortesia” è impressa come una cicatrice sulla pelle azzurra ma presto, si fa per dire, viene restituita con gli interessi. Altra finale. Stavolta quella più importante. Mondiale 2006. Berlino, Germania. Di nuovo di fronte e stavolta canovaccio e finale viaggiano capovolti. Zidane fa il cucchiaio su rigore (con rischio colossale), poco dopo Materazzi svetta ed impatta. Si va avanti sul filo dell’equilibrio, della paura. E dei nervi. Che saltano al più forte in campo (e, al tempo, del Mondo). Zinedine Zidane rifila la ormai celebre testata a Matrix, per motivi ancora oscuri e che mettono “pepe” su rapporti tipici di un vicinato già “bollente”. Finisce ai rigori, con la traversa di Trezeguet (l’eroe di Rotterdam) e la sfrontatezza dell’esordiente Grosso. Coppa all’Italia. Scopa. E fine ad un trentennio di sfottò francesi.

TRIDENTE, INSIEME BALO ED IL FARAONE Prandelli non scopre tutte le carte. Potrebbe giocare con il 4-3-3. Lanciando Candreva in esplorazione, largo, a supporto di Balotelli (perno centrale) ed El Sharaawy. In difesa, davanti a Buffon, Barzagli e Chiellini centrali con Maggio e Balzaretti in corsia. A centrocampo potrebbe essere il turno di Verratti, l’erede di Pirlo (prontissimo pure lui, squalificato in campionato). Da “interni” Marchisio e Montolivo. Previsioni della vigilia, con le porte dello stadio chiuse. Pretattica. Perché domani l’ amichevole nasconderà, una volta di più, una rivalità fatta di mille aneddoti e significati “mondiali”.