Il Napoli, la Classifica e il gioco che ti fa fare il “sangue amaro”

E’ un gioco all’apparenza stupido ma è, al contempo, ciò che probabilmente farà fare il fegato amaro a buona parte dei tifosi del Napoli. Siamo quasi alla fine. Un bilancio è possibile, i giochi sono praticamente fatti, soprattutto se si guarda alla qualificazione in Champions e se si esclude una brusca frenata, tale da regalare troppo vantaggio alla Fiorentina.

Il Napoli è inchiodato a 64 punti, con 9 punti di vantaggio sulla Fiorentina e a 12 punti dalla Roma saldamente a quota 76. Insomma lo scenario è delineato. Il gioco, a questo punto, diventa per veri masochisti del pallone, per quelli che all’indomani della sconfitta contro il Parma vogliono fare di peggio ammazzandosi di se e di ma.

Il Napoli, ce lo siamo detto, interpreta il ruolo di grande con le Grandi e di piccola con le Piccole. E, fin qui, ci siamo. Scorrendo e rivedendo le immagini delle gare fin qui disputate, però, il sangue si fa sempre più amaro. Il Napoli parte con il botto: quattro vittorie consecutive contro Bologna, Chievo, Atalanta e Milan. Al San Paolo arriva il Sassuolo fresco di una sconfitta per 7-1 contro l’Inter di Mazzarri e si porta via due punti con un gol di Zaza.

Gli azzurri riprendono la marcia e infilano due vittorie con Genoa in trasferta e Livorno in casa; poi arriva la Roma e la batosta, secca e netta, per 2-0 ci sta tutta. Poi ancora tre vittorie e la sconfitta con la Juventus a Torino, ed anche questa ci può stare. Al San Paolo arriva il Parma e, con un gol di Cassano, Donadoni ci porta via altri tre punti. Poi arrivano la vittoria con la Lazio ed il pareggio con l’Udinese, la vittoria con l’Inter ed il pareggio a Cagliari. Il Napoli si riprende e vince con Sampdoria e Verona.

Ma arriva la gara con il Bologna, ed ecco che gli azzurri cedono altri due punti per poi cederne altri due contro il Chievo sei giorni dopo e ben tre contro l’Atalanta 7 giorni dopo. Arriva il Milan e tornano a gioire i tifosi partenopei. Il Sassuolo, che stavolta deve arrendersi e il Genoa, che ci sottrae altri due punti. La stessa cosa la farà il Livorno sette giorni dopo. Il Torino di Ventura cede il passo, ma non la Fiorentina che si vendica della gara dell’andata. Il Napoli però si rialza battendo il Catania e l’odiata Juventus. Poi arriva la trasferta a Parma e cede ancora tre punti. 

Qui inizia il gioco riservato a soli masochisti. Il “via” è rappresentato dai 64 punti che attualmente può vantare il Napoli. A questi vogliamo aggiungere i 2 punti persi con il Sassuolo, i 6 punti persi con il Parma tra andata e ritorno (e Donadoni senza quei 6 punti ora sarebbe saldamente all’11 posto con il Milan alle spalle), i 2 punti con il Cagliari, altri 2 con il Bologna e i 5 persi tra Chievo ed Atalanta, i 4 regalata a Livorno e Genoa. Il conto, senza la necessità di ricorrere alla calcolatrice, fa 21. Ventuno punti lasciati per strada. Ora il giochino ci dice che aggiungendo tutti i punti persi contro squadre non proprio irresistibili ai 64 punti della classifica partenopea, gli azzurri sarebbero 4 spanne sopra alla Juventus (che però ha una gara ancora da giocare).

L’obiezione che la gran parte dei lettori è nota. “Con i se e con i ma non si va da nessuna parte” oppure “Questi conti lasciano il tempo che trovano”: tutto giustissimo. Io stesso potrei aggiungerne di altre. Ma l’amarezza, in qualsiasi modo voglia interpretarsi la faccenda, resta. Eccome se resta. Se il Napoli fosse riuscito a portare a casa almeno 10 di quei 21 punti lasciati per strada, oggi sarebbe lì, a contendere il secondo posto alla Roma. Perché la Juve è irrangiungibile, e questo è risaputo. La Roma, invece, è tutt’altra storia.