Si era partiti come si doveva. Sembrava che si voleva regalare una goleada al San Paolo. Poi l’ex di turno non si è lasciato attendere per far pesare la sua dipartita, complice il colpo di sonno di massa della squadra di Benitez. Quando poi l’ex di turno è l’Arciere, Emanuele Calaiò (attualmente ancora del Napoli e solo in prestito al Genoa), fa ancora più riflettere.

Già a Bergamo ci aveva pensato El Tanque Denis che con la sua doppietta ha dato il ben servito alla sua ex squadra come a dire: “Ecco cosa vi siete persi”. In effetti, considerando che non esiste nessuno all’ombra del Vesuvio capace di ricoprire con la dovuta efficacia il ruolo di vice Higuain, il destino ci mette lo zampino. Calaiò a Napoli, per ben due volte è arrivato ed ha portato il suo nobile contributo, soprattutto nell’èra della rinascita, quella che dai meandri dei calcio italiano ha riportato il Napoli fino alla vetta calcistica nazionale e (manca poco, non molliamo) internazionale: 18 reti in Serie C1 nella stagione 2005/2006 (capocannoniere azzurro) e 14 reti l’anno successivo in Serie B (capocannoniere azzurro).

Ed anche Denis non è stato da meno. Anche se troppo sottovalutato e relegato nella rosa dei non “titolarissimi” di mazzarriana memoria, basta solo ricordare la seconda rete del recupero contro il Milan (due a zero, due a due) per ricordare con nostalgia ma anche con rimpianto un calciatore che attualmente ha al suo attivo 9 reti e che ha sempre dimostrato di saper rispondere “presente” ogni volta che è stato chiamato in causa. E’ andato via da Napoli perché non ha avuto lo spazio che meritava. Considerando il Napoli di oggi forse lo spazio si sarebbe potuto ricavare, date le tre competizioni in cui i partenopei presenziano.

Gente come l’Arciere o (meglio ancora) come El Tanque, se proprio non si vuol fare quel salto di qualità, spendendo ed acquistando i cosiddetti top player per avere una rosa degna di affacciarsi e di competere nell’Europa che conta, sarebbero potuti essere una soluzione più che utile per garantire una staffetta con Higuain nelle tre competizioni, soprattutto in partite “più leggere” dove avrebbero sicuro dato il massimo per dimostrare di essere degni di un Napoli come quello di oggi.

Questo, ovviamente, al netto delle prestazioni di Higuain, sempre tra i migliori in campo per tecnica ma soprattutto per grinta e passione, calciatore che andrebbe gestito a dovere: farlo giocare quanto basta per tenergli il piede caldo, ma farlo riposare in partite meno impegnative.

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