Il gol di Immobile: le nuove leve e il sogno del tandem con Insigne

Nessun appassionato di calcio dovrebbe mai stancarsi di chiederlo, nessun sostenitore del Napoli dovrebbe mai cedere su questa cosa: bisogna valorizzare i giovani italiani, e soprattutto i giovani campani. La “scugnizzeria”, la “cantera” partenopea è stata più volte annunciata ma mai messa a punto come si dovrebbe dal presidentissimo De Laurentiis. Una delle sostanziali differenze tra il nostro calcio (quello che una volta regalava il campionato più bello del mondo) ed il calcio estero è proprio questa.

In Spagna sono maestri, ma anche in Inghilterra e Germania non sono da meno. Ed i risultati si vedono, basta guardare alle loro nazionali ed allo scarto che le squadre di quei campionati ci hanno dato nelle competizioni internazionali. Ieri Ciro Immobile ha siglato un gol da cineteca, stile Francesco Totti, proprio nella casa dell’ottavo re di Roma. Ha ricordato tanto un altro grande e significativo passaggio di testimone. Ha ricordato quando un giovanissimo Roberto Baggio, con la sua casacca viola, al San Paolo ha saltato mezza formazione partenopea ed è entrato in porta: una rete stile Maradona sotto gli occhi di D10S.

Con questa rete – dopo la tripletta di domenica – Immobile ha conquistato il momentaneo primato nella classifica marcatori, superando niente poco di meno che Tevez, teoricamente suo diretto concorrente, dato che – è bene ricordarlo -, il campano è di proprietà bianconera. A completare poi gli highlights della sfida tra Roma e Torino le reti di Destro e Florenzi. Tre italiani, tre giovani. Tre nomi che manco a farlo a posta non sono certo ai vertici delle classifiche stilate in questi giorni per designare i “papabili” al mondiale brasiliano per la nostra nazionale.

A loro si aggiunge un altro grande partenopeo, Lorenzo Insigne che, dopo le fisiologiche difficoltà a farsi spazio in una formazione di prima serie come quella azzurra, aggravate dal fatto di dover giocare nella sua squadra, quella della sua città e della sua tifoseria, sta finalmente riacquistando quella sicurezza e quelle capacità che lo hanno messo in grande mostra a Pescara, proprio nel tandem con Immobile. Le domande che vengono in mente sono tante. Senza nulla togliere a Tevez, perché la Juventus ha deciso di dare in prestito un giocatore che oggi è capoclasse tra i marcatori invece di dargli spazio?

Ancora, Prandelli avrà il coraggio di dare coraggio ai club italiani, puntando prima lui sulle “nuove leve” (tra questi sarebbe opportuno, forse, mettere anche il cappello su Jorginho)? Infine la classica domanda da sorseggiatore di Borghetti: dato che serve insistentemente un vice Higuain, perché De Laurentiis non tenta di riportare in patria Immobile e riprendere il ragionamento cominciato da Zeman sull’asse Insigne-Immobile? Per chiudere voglio ricordare che Rafael Pereira da Silva, classe 1990, il 30 settembre 2008 ha esordito in Champions League nella trasferta contro l’Aalborg. In Italia, invece, si parla ancora di un giovane Balotelli.