I canti sono proibiti dall’Uefa, è una cosa che noi chiamiamo razzismo e ignoranza”. Questa è la prima parte del messaggio che i tifosi dello Swansea hanno rivolto ai colleghi romanisti che nei giorni scorsi hanno chiesto ai supporter gallesi di intonare nel corso della gara contro gli azzurri che andrà in scena questa sera i “beceri” cori che hanno portato prima alla squalifica delle Curve dell’Olimpico e poi anche dei Distinti.

“Siamo nel 2014 – hanno ancora scritto i tifosi britannici – dovresti concentrarti sulla tua squadra del cuore piuttosto che sull’avversario. Ma credo che in Italia sia un concetto poco diffuso”. Questa la grande lezione che viene dal calcio inglese e dai tifosi gallesi che quindi questa sera non daranno fondo ai corsi richiesti dai giallorossi che volevano così portare avanti la loro protesta. Infatti se i romanisti ritengono tali cori solo come espressione di sfottò, evidentemente per gli inglesi non è così.

I tifosi dello Swansea hanno sottolineato come gridare allo stadio slogan come “Vesuvio lavali col fuoco” sia solo una questione di puro odio razziale e che quindi loro non si vogliono assolutamente macchiare di una tale condotta che è controproducente a uno stile di vita improntato, almeno lì da loro, a una fratellanza tra popoli estranea sempre più alla cultura calcistica nostrana.

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