Hamsik-Napoli: “Azzurri nel cuore, non tradirò mai”

Hamsik racconta il suo amore per Napoli: "Qui la gente mi vuole troppo bene, non potrei mai tradirla"

Marek Hamsik è sempre più innamorato di Napoli. Gli azzurri gli sono entrati nel cuore e, nel corso di un’intervista rilasciata a So Foot, racconta il legame con la squadra partenopea e i suoi tifosi, un legame che non ha bisogno di nessuna clausola perché reso ormai indissolubile dall’amore che l’intera città gli ha dimostrato negli anni e continua a dimostrargli ancora oggi.

Un sentimento che il capitano ricambia a tutti gli effetti e lo ha dimostrato più volte nel tempo. Marek Hamsik ha detto “sì” al Napoli nel 2007 e da allora non ha mai pensato, neppure per un momento di abbandonare gli azzurri, nonostante le diverse tentazioni: “Anche io sarei potuto andare via. Cinque anni fa mi voleva il Milan, lo scorso anno la Juventus. Non è successo nulla perché – spiega il centrocampista slovacco – ho sentito davvero la fiducia dell’allenatore e del presidente, volevano che restassi. Lo prova il fatto che sul mio contratto (rinnovato lo scorso agosto ndr) non c’è nessuna clausola: né io né il presidente ne abbiamo bisogno. Qui a Napoli la gente mi vuole troppo bene, non potrei mai andare via”. 

Una scelta che in molti non hanno fatto. Nel corso di questi nove anni in azzurro, Hamsik ha visto diversi giocatori giungere al Napoli e far le valigie poco dopo, ultimo in ordine di tempo Gonzalo Higuain: “Non li giudico e li capisco. Per me però sarebbe ancora più bello vincere un trofeo con il Napoli che 10 con un’altra squadra e spero un giorno di vincerlo”. Lo slovacco è diventato una vera e propria bandiera del Napoli e a chi mette in dubbio le sue qualità dice: “Chiedetelo ai napoletani se non sono un grande giocatore; sono fiero di quello che ho fatto e che farò”.

Al primo posto nel cuore dei tifosi c’è però sempre Diego Armando Maradona, nonostante il record del Pibe de Oro sia ormai a un passo: “Lui resterà sempre il numero uno. Arrivare dopo Maradona non è così male. Se vincessi qualcosa con il Napoli, potrei avvicinarmi un altro po’”.

Hamsik e l’arrivo a Napoli: “In 3.000 ad accogliermi”

Napoli è una città in cui domina l’amore e la passione per il calcio e Hamsik ha avuto modo di capirlo sin da subito: “Non appena arrivai i tifosi mi fecero capire che il calcio viene prima di tutto. A Brescia ho giocato davanti a 2-3 mila tifosi, altrettanti ne ho trovati a Napoli per la mia presentazione”. Allora insieme al capitano, arrivò in azzurro Ezequiel Lavezzi: “Era un piccoletto con i capelli lunghi e vestito male. Adesso ha molto stile. È una persona straordinaria, ottimista e positiva, un guerriero in campo”.

Hamsik

Questi anni a Napoli non hanno cancellato la sua origine slovacca: “Sono un tipo riservato, tranquillo, preciso, rigido e ordinato come lo sono in Slovacchia. Sarò sempre più slovacco che napoletano; – precisa Hamsik – ad esempio i napoletani non arrivano mai puntuali, ma quando arrivano sono allegri. Castel Volturno è una città a parte in Italia: strana, ma soprattutto molto bella, tranquilla per un tipo tranquillo come me”.

Hamsik, cresta e tatuaggi: “Fanno parte di me”

Dal suo approdo in azzurro, oltre al numero di gol e presenze, è aumentato anche il numero di tatuaggi, una delle più grandi passioni di Hamsik: “Il mio primo tatuaggio lo feci a Bratislava, poi Paolo Cannavaro mi ha presentato il suo tatuatore, Enzo Brandi, e da allora non mi sono più fermato. È come un droga, ne ho su tutto il corpo”. Altro tratto distintivo del centrocampista è la cresta: “L’ho sempre avuta, è una parte di me come i tatuaggi, ma non sono punk”.

Hamsik-Napoli, il Capitano: “In Italia non c’è altra squadra per me”