Genoa-Napoli per mettersi alle spalle Bilbao, De Laurentiis e Bigon

Finalmente. Si ricomincia. Riparte il campionato e oggi l’imperativo categorico per Genoa-Napoli è la vittoria, una di quelle convincenti che non lasciano spazio a dubbi e a chiacchiere. Gli azzurri devono ripartire, superare le critiche infinite e quei fiumi d’inchiostro che hanno imbrattato intere pagine di giornale. Il Napoli ha il dovere, verso i tifosi e verso se stesso, di vincere e di farlo alla grande.

Vincere è l’unico modo per girare pagina, per cambiare capitolo. Per accantonare, prima che sia troppo tardi, l’eliminazione Champions, le critiche a De Laurentiis, gli sfoghi contro Rafa Benitez. Si perché in fondo il mister miracoli non ne può fare. La squadra che gli è stata consegnata è, almeno fino ad ora, con Koulibaly, De Guzman e David Lopez, meno attrezzata di quella della scorsa stagione (e non solo per la partenza di Behrami e Fernandez o per quella imminente di Dzemaili).

Il Napoli è meno attrezzato rispetto allo scorso anno perché di fronte ha una Juventus ancora nettamente superiore, la Roma che ha fatto passi in avanti decisi, l’Inter che si è rinforzata e il Milan che si avvia a chiudere il calciomercato con una squadra sulla carta rinata. Il Napoli no. Gli azzurri ripartono un passo indietro rispetto alla scorsa stagione. De Laurentiis e Bigon non sono riusciti a colmare quelle lacune segnalate da Benitez con il risultato di avere una difesa che fa più acqua di quella della scorsa stagione e un centrocampo da film horror.

In teoria questo è il momento di compiere un piccolo miracolo, manco a dirlo affidato a Rafa Benitez. Il tecnico dovrà trovare le risposte giuste, magari anche interpellando il cuscino. Dovrà trovare la giusta quadra per centrocampo e difesa, dovrà provare a fidarsi di Zuniga ed Inler. Dovrà trovare il coraggio di schierare Insigne dal primo minuto e Mertens in corsa. Dovrà tirar fuori le giuste motivazioni perché, De Laurentiis o no, chi va in campo non è il presidente. 

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