Genoa-Napoli 1-2, tre punti “di rapina” ma l’importante era vincere

In attesa del rientro dalle vacanze del Napoli ci godiamo questa prima vittoria in campionato. Forse non meritata, se non per gli ultimi cinque minuti di gioco in cui finalmente la squadra di Benitez ha dimostrato di aver messo da parte (per cinque minuti) quell’apatica aria di sufficienza che traspare o quantomeno viene percepita da chi non è in campo. Per cinque minuti hanno giocato come se davvero volessero vincere la partita. E grazie ad uno scatto felino di De Guzman è arrivato un primo sorriso. Vittoria forse non meritata.

Ma d’altronde come ci insegna la prima della classe (che tirando le somme ha vinto contro il Chievo di misura grazie ad un’autorete) sono queste le partite che bisogna vincere per arrivare al titolo. Ed in questo modo: subendo, semmai stringendo i denti, ma tentando fino all’ultimo perché la fortuna premia gli audaci. In realtà tanto da subire non c’era contro un Genoa in cui hanno brillato Pinilla, Perin, Sturaro e Perotti solo grazie alla gentile concessione della rosa azzurra. Ma tant’è: il Napoli ha portato a casa i primi tre punti mentre adesso ha a disposizione due settimane per preparare il campionato. E soprattutto per cercare di oliare i meccanismi e creare un po’ di gioco: i lanci lunghi non premiano e sono una tristezza assoluta considerando la qualità dei giocatori che vanno a scavalcare.

Due note dalla partita di ieri, una positiva e una negativa. La positiva: la grande risposta degli amici tifosi Genoani a quella ristretta cerchia di imbecilli giallorossi che non hanno potuto fare a meno di evidenziare che sono capaci di battere e di superare ogni record in quanto a ignoranza e stupidità. La negativa: Insigne. Batoste su batoste per il suo morale: i fischi che continuano, l’avvento di Conte alla Nazionale che ne ha comportato (per ora) l’esclusione e il gol terribilmente sbagliato ieri potrebbero dare il definitivo colpo di grazia al morale del Magnifico di Frattamaggiore. E’ questo il momento giusto per dimostrare di non essere solo un ragazzino che sa dare quattro calci ad un pallone: contro tutto e tutti dimostri se davvero è capace di essere il condottiero del Napoli che verrà (che, si spera, sia da scudetto).

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