Flop Napoli, la doppietta di Toni obbliga Benitez ad uscire dal limbo

Si sta come in un limbo da anni. Da un lato l’immaginifico mondo di speranze e sogni che più di una volta il presidente De Laurentiis ha lasciato intendere di poter raggiungere: quello delle grandi, quello dello scudetto, quello dei top player e delle serate da Champions, di uno stadio nuovo e al passo coi tempi. Dall’altro la mediocrità che contraddistingue la maggior parte delle squadre italiane arresisi al decadentismo della Serie A e costrette ad arrancare in un campionato a parte che non contempla quasi mai la vittoria (prerogativa della Juventus – dovuta a una egemonia non esclusivamente calcistica) ma al massimo un piazzamento nell’Europa che conta, reso sempre più difficile dalle penalizzazioni del ranking Uefa. Da anni si fluttua tra alti e bassi.

Da anni non si capisce se il Napoli è carne o pesce. O meglio, se vuole essere carne o pesce. E il discorso tocca tutti. A partire dal presidente: De Laurentiis ha preso il Napoli e lo ha riportato in una posizione che più gli si addice ma da qui a dare fondamento a tutte le aspettative che ogni anno si creano, anche grazie a un uomo che sa quali parole utilizzare per far intravvedere un sogno, ce ne vuole. Poi Benitez: se ne va o resta poco importa, il suo curriculum ne risentirà profondamente se non riesce a portare risultati accettabili con una squadra che comunque sulla carta non è seconda a nessuno in un campionato mediocre.

Anche i giocatori devono farsi un esame di coscienza e poi far capire se vogliono vincere qualcosa oppure assistere inermi a un Napoli che da questo momento in poi ha tutto da perdere e ha la possibilità di guadagnare solo con risultati eccezionali. La società azzurra è in una fase di vita particolare: il sorpasso della Lazio mette in serio pericolo la qualificazione Champions. Una cosa tanto importante che basta pensare che tutto quello a cui stiamo assistendo oggi con ogni probabilità è frutto proprio dell’esclusione avvenuta contro l’Athletic Bilbao. Impensabile, quindi, affrontare un altro anno con la consapevolezza che non ci si è riusciti nemmeno ad affacciarsi nel calcio che conta.

Ma le soluzioni sono due: o avere un andamento perfetto per il resto del campionato, o vincere l’Europa League. Due risultati eccezionali, appunto. Ma non impossibili. Perché tutto il Napoli, dalla dirigenza all’allenatore, dalla squadra ai tifosi, e passando anche dalla città, hanno i mezzi per ottenerli. Basta solo impegno e consapevolezza. Ed ecco che ritorna il discorso di prima e che non salva nemmeno i tifosi: decidano se portare il loro supporto alla propria squadra in questo momento difficile e fondamentale oppure di contribuire alla débacle con pressioni e contestazioni. E poi anche la città, o meglio le istituzioni, potrebbero avere un ruolo un po’ più importante: basta pensare al teatrino, che va in scena da anni, sul futuro stadio azzurro.

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Scritto da Enzo Ranaudo

Scrive e collabora ormai da anni con testate e siti internet campani e non solo, sportivi e non. Grande appassionato e sostenitore del calcio Napoli, in quanto prima forza calcistica campana, e di tutte le formazioni regionali.

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