Finale Coppa Italia, la verità del Questore e del Capo della Digos

Quanto successo ieri a Roma, prima della Finale di Coppa Italia tra Napoli e Roma, ha poco a che fare con lo sport. Sono oltre dieci i feriti tra tifosi e forze dell’ordine di cui tre per colpi di pistola. In gravissime condizioni Ciro Esposito colpito al petto, il proiettile è entrato dal torace e ha raggiunto la colonna vertebrale del tifoso azzurro che ha costretto i medici a un delicato intervento chirurgico. Ora il giovane è in coma indotto e le sue condizioni restano gravi.

La Questura di Roma ha tenuto alle 12 e 30 una conferenza stampa dove è stata ricostruita la dinamica dei fatti accaduti prima della partita e le responsabilità: “Una dinamica che siamo riusciti a ricostruire questa notte – ha detto Diego Parente, capo della Digos di Roma – che abbiamo ricostruito grazie alle testimonianze di tifosi e gente comune sul posto, grazie ad alcune immagini che abbiamo raccolto, con sonoro, che sono state chiare”.

Parente ha sottolineato: “La dinamica semplice e allo stesso tempo folle, è che un soggetto noto alle cronache giudiziarie si è portato da un circolo ricreativo nel quale lavorava nel viale in cui stavano transitando tifosi napoletani e ha inteso attività provocatoria attraverso lancio di artifici pirotecnici verso tifosi napoletani per provocarli, e questi tifosi purtroppo hanno raccolto la sfida e lo hanno inseguito nel vicolo che portava a questo circolo ricreativo. Il personaggio è scivolato e vistosi a mal partito perché c’erano diversi tifosi anche con bastoni ha esploso quattro colpi di arma da fuoco in rapida successione, poi la pistola si è inceppata ed è stato malmenato in diverse tranche. L’unico ad aver agito, ad aver sparato e lanciato ordigni è stato lui” cioè Daniele De Santis”.

Il questore di Roma, Massimo Mazza ha poi voluto sottolineare che la scelta di far giocare la finale è stata una scelta degli organi competenti e non del tifo organizzato“Non c’è stata alcuna trattativa con gli ultras del Napoli. Mai pensato di non far giocare la partita. Si stava diffondendo la notizia che il tifoso era morto e per questo il Napoli Calcio ha chiesto alla questura di dare la possibilità al capitano di parlare con la tifoseria e per tranquillizzare tutti.”
Gli spari prima della partita è stato un atto di una sola persona e non c’entrano i tifosi della Roma “il gesto di un singolo, non c’entra la tifoseria della Roma”. Lo ha detto il questore di Roma, Massimo Mazza, sottolineando che “né i tifosi della Roma né quelli della Lazio si sono mai materializzati sulla scena”.

I tre tifosi napoletani feriti dai colpi di pistola sparati dall’ultrà giallorosso sono stati arrestati per rissa. Per Daniele De Santis le accuse sono per tentato omicidio e porto abusivo di armi. Durante la lunga conferenza stampa è stato sottolineato che tra tifoseria del Napoli e quella della Fiorentina non c’è stato nessun contatto.

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