Europa League, Napoli fuori: lanciamo i coppetielli per protesta?

Dalla coppa al coppetiello da tirare dietro alla squadra, allenatore e presidente inclusi, il passo è stato breve. Napoletano deluso, intossicato, depresso e incazzato nero dopo la notte ucraina, conserva la carta, perché la stagione non è ancora finita. Il Napoli non si discute ma è bene tenersi pronti per una eventuale coreografia di coppetielli da lanciare durante l’ultima di campionato. Restano tre partite, fra cui due con squadre bianconere e una con gli aquilotti.

La fiducia negli azzurri è ai minimi termini ma sperare nella buona sorte e nell’impegno dei ragazzi è l’unica cosa che resta da fare. O‘ tifoso ha da suffrì. A partire da lunedì, quando ci aspetta al bivio un Cesena di troisiana memoria. Poi nella città dove i “gobbi” già fanno festa e c’è da giurare che non sarà una passeggiata. Il finale è con la Lazio, e lì si tireranno le somme. Della doppia sfida con gli ucraini non è il caso di parlare.

È stata la metafora della sofferenza di una stagione vissuta fra alti e bassi, vittorie incredibili e straripanti e sconfitte assurde contro squadre ampiamente alla portata. Una squadra schizofrenica, con un nervosismo a volte latente, a volte più che visibile. Con giocatori che a volte sembrano zombie, altre volte supereroi. Speriamo di non dovere aspettare altri 20 e passa anni per giocarci l’accesso a una finale europea. Però prima di ridurre tutto a brandelli, vediamo se riusciamo a raggiungere il podio. Poi dovranno essere Aurelio e Benitez a chiarire gli obiettivi del futuro prossimo.

Oggi più che mai, forza Napoli sempre!!!

Lino Mergel

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