E’ Un Napoli Cavani Dipendente

Senza Cavani il Napoli non segna e non vince. Il successo casalingo contro il Chievo, ottenuto senza il Matador, aveva illuso un po’ a tutti. A partire da Walter Mazzarri che, pur avendo gli uomini contati in attacco, non ha mai chiesto esplicitamente alla società di intervenire – o meglio, di riparare – in sede sul mercato.

Così come l’exploit di Pandev nel pre-campionato e nelle primissime uscite ufficiali aveva addirittura dato il via a dichiarazioni (folli) del tipo “trovato l’erede di Lavezzi” oppure “non farà rimpiangere Lavezzi”. A guardarlo oggi il macedone, sembra la brutta copia del calciatore apprezzato a partire dallo scorso gennaio. Figuriamoci come possa reggere il confronto con l’indimenticato Pocho.

 

 

Si sapeva, d’altronde, che Vargas era un oggetto misterioso.Tutti ovviamente s’auguravano che potesse esplodere prima possibile, magari con una maggiore integrazione sia nell’ambiente che nei meccanismi di Walter Mazzarri.

Ed infine, si conosceva pure la carriera di Lorenzo Insigne, alla sua prima stagione in serie A (ed anche a certi livelli). Ora è fin troppo facile sostenere che il fantasista sarebbe cresciuto meglio “parcheggiato” un altro anno a Pescara. Il problema – noto a tutti, tranne che a tecnico e società a quanto pare – è innanzitutto di natura numerico.

Con Vargas e Insigne che sono degli esterni o comunque delle seconde punte, di attaccanti veri in organico ce ne sono due, Cavani e Pandev. Pochini per una squadra impegnata su tre fronti e che fino a pochi mesi fa poteva garantirsi addirittura giocatori in esubero proprio in attacco (leggi Mascara nel girone d’andata e Lucarelli per l’intera stagione).

Sono arrivati gli esterni – tanto cercati in sede di mercato – eppure è rimasta una voragine sulla sinistra. Maggio, Zuniga, Mesto – e volendo anche Behrami – sono solo tanti doppioni. Tutti validi, per carità, ma la sproporzione rispetto agli altri reparti del campo è visibile ad occhio nudo. A partire dall’attacco…