Derby Lazio-Roma, Partono Sfottò e “Carrelli” di Ironia

lotito lazio

Abbassare l’asticella della tensione e stemperare i toni resta un obbligo morale, nonché regola primaria del vivere civile, ma pensare di arrivare a Lazio-Roma senza polemiche, dardi velenosi e parole che “colpiscono” come macigni è evidentemente roba per sognatori ad occhi aperti.

DA BUONI PROPOSITI A “SFOTTO’”… Troppo forte il richiamo della provocazione. Eppure, stavolta, le premesse sembravano buone. Inizio settimana tranquillo. La Lazio concentrata sull’impegno europeo, la Roma con il “caso” De Rossi a tenere banco. Per il derby profilo basso. D’altronde si parte sempre così. Poi, però, si avvicina il fischio d’inizio, uno dei due giorni che aspetti per tutto l’anno. Le tifoserie cominciano con le schermaglie verbali (i social network ne sono intasati), ricordi che il derby ferma gli orologi, alimenta rivalità da più di 80 anni, divide per due ore anche intere famiglie. Il vicino di casa ti ricorda il “Vi ho purgato ancora” (cit. Totti), tu gli rispondi “Mauri” ( roba fresca) …et voilà. Volano i “pizzichi”.

BOTTA E RISPOSTA LOTITO-PALLOTTA. Prima tra le società. Lotito che, ai microfoni di Rai Sport, fa riferimento alla dirigenza giallorossa e dice: “ Chi sono questi americani? Io ci metto la faccia ma non conosco il mio interlocutore”… citando pure il famoso “Zio Tom”. Dall’altra parte hanno già fatto sapere che “Lotito is funny”, “è divertente”. Detto in inglese fa ancora più ironia. Cadenza e parole di di James Pallotta, presidente giallorosso, che risponde, dunque, con la stessa moneta. Urticante e pungente.

SALTA IPOTESI CONFERENZA CONGIUNTA. Non stupisce, quindi, che sia durata una manciata di ore ( se non minuti) l’idea circolata in ambienti capitolini ( pare lanciata dalla sponda giallorossa) di organizzare una conferenza unica con Zeman e Petkovic fianco a fianco. Con tanto di stretta di mano in programma. La Lazio,però, avrebbe ( il condizionale è d’obbligo) bloccato tutto, preferendo proseguire con il calendario già stilato. Capisci, allora, che un derby senza sfottò e “dispetti” non può vivere. E forse è bello ed atteso proprio per questo . Il pepe dà sapore, purchè ci si fermi al ricco ed innocuo piatto dell’ironia. L’Urbe aspetta l’ennesimo appuntamento della sua storia. Grandi tifoserie, grandi emozioni. Tre punti e la torta della felicità in palio, un solo festeggiato. Ancora da stabilire.

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