Dani Alves contro la Juventus: “Ora comprendo Napoli”

Dani Alves, terzino destro ex Juve, si schiera con il Napoli e i napoletani dopo un clamoroso episodio che l'ha visto protagonista prima della finale di Cardiff contro il Real Madrid

Clamorosa confessione di Dani Alves, ex terzino della Juventus ora passato al Paris Saint Germain. L’esterno di difesa brasiliano, al termine del suo primo e ultimo anno in bianconero, ha raccontato un episodio che lo ha particolarmente scosso, motivandolo ancora di più a trasferirsi altrove. Il brasiliano, nonostante alcuni battibecchi con Maradona, non ha nascosto la sua comprensione verso Napoli, che in occasione della sconfitta della Juventus in finale di Champions League, festeggiò con spettacoli pirotecnici. Questo il racconto assurdo di Dani Alves.

“E’ la finale di Cardiff, sono carico al massimo. Mister Allegri mi incarica di fare il discorso prepartita ai miei compagni di squadra. Sono molto concentrato, indosso i polsini e alzo lo sguardo: c’è Dybala che a pochi minuti dall’inizio della finale ha il cellulare in mano e manda un messaggio. Io gli urlo cosa c***o stesse facendo – lui risponde di pensare al mio compito e stare zitto. Allora prendo il suo telefono e glielo butto a terra” – racconta Dani Alves.

Dani Alves ai napoletani: “sto dalla loro parte”

Il terzino brasiliano, ormai esperto in campo nazionale e internazionale visti i numerosi successi ottenuti nella sua carriera con la maglia del Barcellona, resta scioccato dalla reazione della dirigenza bianconera – e rivela: “Il giorno dopo della finale, la società si presenta da me con Marotta, Nedved e un altro dirigente a casa mia. Offerto loro un caffè, mi accusano di aver turbato Dybala e incaricandomi qualche responsabilità sulla sconfitta di Cardiff contro il Real. Io reagisco mandando tutti a quel paese e volando a Botafogo per una vacanza” – prosegue narrando il brasiliano. Dani Alves, in più, parla anche del Napoli e dei napoletani, stavolta con tono amichevole.

“Inizialmente mi davano fastidio tutti quelli che a Napoli o nelle altre città d’Italia sparavano botti per la nostra sconfitta in Champions. Ora sarò dalla loro parte. La Juve aveva un campione in squadra, un professionista e mi hanno trattato come uno scolaretto. Gli scolaretti sono gli altri, quelli che nel prepartita dovrebbero concentrarsi sul match più importante della loro vita” – conclude l’ex blaugrana.