Speriamo di non dover rimpiangere Blasi e Pazienza. Gli errori del direttore sportivo Bigon si sommano giorno dopo giorno, stagione dopo stagione.

L’esperienza degli anni scorsi, evidentemente, non ha insegnato nulla al giovane dirigente figlio d’arte, cui sicuramente mancano il piglio di uno alla Corvino e le conoscenze di uno alla Perinetti. Spazio ai giovani, per carità.

Ma se andiamo a contare (compito tutt’altro che semplice) quei i calciatori arrivati a Napoli negli ultimi due anni – molti dei quali in pompa magna – e andati via senza lasciare traccia, ci rendiamo conto che gli errori commessi in sede di mercato dal 2010 ad oggi sono impressionanti.

Lo ricordate Yebda? Prestito oneroso, dopo averlo visto giocare una sola volta, e poi fine stagione neanche l’offerta per riscattarlo. Lento e macchinoso, passerà alla storia come uno degli interditori più impacciati passati per Napoli e per il calcio italiano.

E Sosa? Non il “Pampa”, ma il centrocampista Ernesto Josè. Lo raccomandava Lavezzi. Si presentò a Napoli come un “argentino nel giro della Nazionale, proveniente dal Bayer Monaco“. Ti aspetti un campione, ti ritrovi un bidone.

 

 

Centrocampisti ma non solo. Ve lo ricordate Ruiz? Qualcuno l’avrà già dimenticato. Presentato come il nuovo Piquè ha collezionato solo qualche spezzone di partita, tornando in Patria dopo solo qualche mese. Stessa fine che rischiava di fare l’argentino Fernandez se Mazzarri avesse continuato a non concedergli spazio. Ma non c’è bisogno di tornare troppo indietro nel tempo per ricordare l’operato di Bigon.

Un solo nome: Fideleff. L’uomo che, “scovato” in Sud America, avrebbe dovuto far dormire sonni tranquilli a Mazzarri, allungando la schiera di difensori a sua disposizione. “Niente più uomini contati” – si diceva in società. I risultati li conoscono tutti. Ed infine Eduardo Vargas.

L’oggetto misterioso. 12 milioni di euro – molto più del valore di Pazzini o di Matri, per intenderci – per prendere un giocatore a scatola chiusa. Il cui rendimento è noto a tutti. E ci fermiamo qui, solo per non infierire. Perché da Rinaudo a Cribari, da Chavez a Donadel, l’elenco dei “grandi affari” firmati Bigon sarebbe davvero molto lungo, rischiando di diventare noioso.

E pensare che anni fa c’era gente che criticava Pierpaolo Marino per aver ingaggiato Grava dalla Ternana o uno sconosciuto Denis dall’Argentina…