Condò: “Perché a Verona cantano Marsigliese e poi Vesuvio lavali?”

“Perché a Verona cantano Marsigliese e poi Vesuvio lavali?”, è la domanda che si pone il giornalista Sky Paolo Condò al termine di Verona-Napoli 0-2. Se da un lato allo stadio Bentegodi, prima del fischio d’inizio del match, i tifosi dell’Hellas cantavano la Marsigliese in ricordo delle vittime degli attentati in Francia, il coro “Vesuvio lavali” contro i napoletani (oggi loro avversari sul campo) cozza un po’ con quello che doveva essere il significato della “Marsigliese” a inizio di ogni partita di Serie A in questa tredicesima giornata.

A sottolineare il totale controsenso dei tifosi veronesi è per l’appunto il giornalista di Sky Paolo Condò che, conclusa la partita, ha voluto accendere i riflettori su quanto accaduto sugli spalti nel corso dei novanta minuti. “È incoerente” grida il giornalista. E come dargli torto? I cori contro i napoletani, divenuti ormai scontati quanto fuori da ogni logica, appaiono oggi più che mai fuori luogo. Ricordare le vittime francesi per poi inneggiare la morte: qual è il senso logico? Un altro episodio di razzismo, l’ennesimo. Il “terrorismo” degli ultras.

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