Con la Lazio non è stato un riscatto, ripartiamo da Napoli-Udinese!

“Non parlare di Armero, non parlare di Armero, non parlare di Armero”. Questa piccola promessa fatta a me stesso, e scandita per tre volte prima di iniziare a scrivere, la infrango subito. Come si fa a non parlare di Armero? E il Napoli dovrebbe contendere il titolo alla squadra di Torino con la casacca a bande verticali bianche e nere con questi personaggi a difesa? Purtroppo, si ritorna sempre al peccato originale.

No, la vittoria con la Lazio non esalta. Per come è maturata, per il lassismo del centrocampo (Inler, Inler, Inler, vedi sopra come per Armero). Per una difesa, come sempre inguardabile, escluso Albiol. Higuain ritorna al gol, e ci mancherebbe altro! Dico, io. Metti avesse sbagliato di nuovo davanti al portiere. A Roma ha fatto quello per cui è stato pagato, niente di più. E lo aspettavamo da tempo. Pandev? Finalmente l’ha “ingarrata”. Polemico? Un po’ sì. Abbiamo vinto, è vero, ma quanti errori banali, quante palle perse! La facilità con cui abbiamo permesso alla Lazio di riaprire la partita in diverse e decisive fasi di gioco è sconcertante.

Dries Mertens Napoli

 

Scarsa concentrazione, calo fisico? Non lo so, chiedo l’aiuto da casa ai sofisti del pallone. Negli ultimi minuti non sono riuscito nemmeno a bermi in santa pace la tisana calda, preparata da Viola per noi, povere vittime partenopee delle rigide temperature torinesi. Ma, almeno stavolta, la presenza del tifoso a strisce non ha portato peste. Una immagine positiva per le prossime gare: Mertens. Entra, recupera un pallone in scivolata, confeziona un assist al bacio per Callejon e ci regala la tranquillità. E una tisana, non troppo calda, prima di andare a dormire. Forza Napoli!

Leggi anche –> Napoli, no ai catastrofismi. Con la Lazio ripartiamo dallo spirito di Insigne