Classifica Napoli, il confronto con l’anno scorso non ha senso

Due sconfitte di fila e il nemico invisibile del Napoli inizia a serrare le fila, a preparare le trincee e ad armarsi per sferrare l’attacco. La sconfitta contro il Parma ad opera di Cassano ha riportato di moda il confronto tra la classifica degli azzurri di quest’anno e quella dello scorso anno con Walter Mazzarri. Quella che però il web sta conducendo è una campagna errata, fondata su presupposti errati, che giunge a conclusioni errate. Insomma operazioni di questo tipo sono ai limiti della disonestà intellettuale, e lo sono per almeno due ragioni fondamentali:

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Un confronto serio non può prescindere dalla Champions

1. Il confronto deve fondarsi su stagioni che fondano le proprie basi su presupposti identici: un eventuale confronto, già stucchevole di suo, deve avvenire non tra questa stagione e quella passata, bensì tra questa in corso e quella di due anni fa, in cui gli azzurri militavano, come quest’anno, in Champions League. Confrontando, infatti, la stagione 2011/2012 con quella attualmente in corso, il Napoli alla tredicesima giornata ha ben 8 punti in più. Nelle prime tredici giornate della stagione 2011/2012, in cui gli azzurri disputavano la Champions, il Napoli totalizzò 20 punti perdendo contro Chievo Verona, Parma e Catania e pareggiando contro Fiorentina, Cagliari, Atalanta, Lazio e Juventus. 

2. La stagione 2012/2013 non era la prima stagione di Walter Mazzarri in azzurro: questo non è affatto un aspetto secondario. Il confronto deve avvenire, per forza di cose, considerando punti di partenza e di arrivo quantomeno simili. Confrontare, l’ultima stagione di Mazzarri a Napoli con la prima di Benitez, è un gioco inutile, da uomini soli (un po’ come giocare a scopa da soli, per intenderci). Mazzarri, l’anno scorso, poteva contare su un gruppo ormai solido, su uomini che si conoscevano da tempo e che avevano assimilato perfettamente il credo tattico del tecnico livornese. Benitez non può ancora contare su queste condizioni.

Mazzarri dito nell'occhio
Mazzarri per il Napoli ha fatto tanto, ma evocarlo oggi è controproducente

Che al primo passo falso fossero venuti fuori i sostenitori di Mazzarri era chiaro e palese già tempo fa. Eppure ci si chiede come sia mai possibile interpretare con tanta disinvoltura il ruolo di bandierina al vento o, peggio, del palloncino gonfiato all’elio scivolato via dalle mani di un bambino. Un palloncino solitario ma, soprattutto, perso e maledettamente lontano dalla realtà. Perché confrontare classifiche di stagioni così diverse tra loro è decisamente lontano dalla realtà ed implica, necessariamente, una buona dose di stupidità (che per fortuna, però, non caratterizza il lettore).

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