Ciro Esposito, l’amico ultras: “E’ come se avessi perso un fratello”

La scomparsa di Ciro Esposito ha lasciato un grande vuoto e un dolore incolmabile nelle vite dei suoi familiari e di amici e conoscenti. A distanza di qualche ora dalla tragica notizia parla un amico ultras di Ciro, Sasà Capobiondo, per il quale il giovane 24enne non era un semplice amico: “Mi sento come se avessi perso un fratello”.

Tanto il dolore che traspare dalle parole di Sasà che, intervistato da Il Mattino, dice di rispettare la volontà della famiglia Esposito e per questo non ci saranno vendette, ma solo giustizia: “Rispetto la richiesta della famiglia. Non so come potrei reagire se in futuro dovesse accadere un episodio del genere”.

Il dolore per la perdita dell’amico-fratello lo spinge a parlare di odio, un odio indirizzato non ai tifosi della Roma ma “a chi si macchia di crimini del genere”. Infine critica le istituzioni, assenti e principali colpevoli di quanto avvenuto quel 3 maggio a Roma: “Non c’era nemmeno un vigile urbano. Ci hanno lasciati soli”.

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