De Santis sparò prima di essere aggredito. E’ questa la conclusione a cui è giunta la Procura di Roma sul ferimento e la conseguente morte di Ciro Esposito poco prima dell’inizio della finale di Coppa Italia tra Fiorentina-Napoli, giocata nella Capitale, lo scorso 3 maggio. Con un colpo di scena, mentre in aula si sta celebrando l’incidente probatorio, la Procura prende le distanze dal Racis dei carabinieri. Secondo al ricostruzione operata da Eugenio Albamonte e Antonino De Maio: Gastone avrebbe sparato prima coprendosi le mani con i guanti e prendendo la mira da una posizione in piedi.

A questo punto, così come sostenuto dalle indagini difensive degli avvocati Angelo e Sergio Pisani, l’arma sporca del sangue dell’altro tifoso azzurro ferito, Alfonso Esposito, si sarebbe macchiata solo dopo l’agguato subito dal supporter partenopeo. Inoltre il sangue di De Santis trovato sul calcio della pistola sarebbe fuoriuscito dalla fronte dello stesso perché colpito con l’arma. “Una versione – spiega l’edizione odierna de Il Mattino – che si sostanzia sul fatto che sui guanti di Gastone ci sono ampi residui di polvere da sparo, ma non tracce di sangue”.

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