Chelsea di Sarri alla prova della Premier: lotta per lo Scudetto?

Tre anni sulla panchina del Napoli non sono stati sufficienti a Maurizio Sarri per interrompere l’egemonia in campionato della Juventus. Nell’arco di tempo in cui ha allenato i partenopei, il tecnico nato a Napoli ma cresciuto tra il bergamasco e l’aretino, ha fatto incetta di elogi per i suoi schemi, per il bel gioco espresso (il Sarrismo è addirittura finito sull’enciclopedia Treccani!) e per aver contribuito a valorizzare diversi calciatori ma sfortunatamente per lui la bacheca del club è rimasta vuota, motivo per cui il patron Aurelio De Laurentiis ha preferito voltare pagina affidando la panchina a Carlo Ancelotti.

Per Sarri – tifoso azzurro – è stato un boccone amaro da mandare giù, specie per il modo in cui è stato silurato (ha affermato di averlo appreso dalla tv). Il malumore, tuttavia, è durato appena qualche settimana visto che il tecnico è diventato il nuovo manager del Chelsea, succedendo ad un altro illustre collega italiano come Antonio Conte.

Il sogno dell’ex impiegato di banca, arrivato al palcoscenico della Serie A dopo tanta gavetta, continua dunque nell’universo dorato della Premier League inglese. Un contesto in cui un vero amante del calcio come lui può esprimersi al meglio, ricavando il massimo anche solo dall’atmosfera che si respira negli stadi. In Inghilterra Sarri è stato accolto con grande curiosità e al tempo stesso apertura da parte della stampa e dell’opinione pubblica.

Merito del suo personaggio istrionico e fuori dagli schemi, che in Italia oltre che per il suo acume tattico, abbiamo imparato a conoscere per l’iconica tuta, indumento preferito da indossare in panchina (in Inghilterra, però ha dovuto rinunciarvi per espresso volere di Abramovich) e per le sigarette (a Salisburgo la squadra locale costruì una sala fumatori ad hoc per lui come gesto d’ospitalità). A proposito del vizio del fumo: un sito britannico si è divertito persino a stimare quante sigarette fumi Sarri. Si parla di 80 cicche al giorno, una ogni 12 minuti, per un totale di 29mila sigarette all’anno. Ben 22mila durante la stagione.

Tornando al lato sportivo, la stagione per “Il Comandante”, come lo avevano soprannominato a Napoli, non è cominciata nel migliore dei modi con il Community Shield perso a inizio agosto contro il Manchester City del suo grande amico ed estimatore Pep Guardiola. L’inizio in campionato, però, è stato travolgente: il Chelsea ha vinto le prime cinque partite su sei, pareggiando soltanto nel derby contro il West Ham. La squadra di Sarri mantiene lo stesso passo del City (16 punti) campione in carica, a sole due lunghezze dal Liverpool di Klopp, che è invece a punteggio pieno.

I presupposti per guardare con fiducia alla lotta per il titolo ci sono tutti, anche se la concorrenza è alta. Le quote Premier League vedono favorite in particolar modo City e Liverpool, ma subito dopo c’è il Chelsea. Per la sua missione, Sarri ha a disposizione una squadra estremamente dotata tecnicamente e fisicamente. In estate ha portato con sé da Castevolturno l’italo-brasiliano Jorginho, non un giocatore qualunque bensì il cervello del suo Napoli e il calciatore azzurro si è già integrato perfettamente negli schemi. Oltre a lui, ha accolto anche Kepa, portiere più pagato della storia del calcio (è costato 80 mln di euro). La vera speranza dei tifosi del Chelsea, però, è che grazie agli insegnamenti di Sarri il talentuoso Eden Hazard possa finalmente consacrarsi come uno dei calciatori più forti in circolazione.

Scritto da Massimo Esposito

Napoletano di nascita e cilentano d'adozione, è appassionato di letteratura sportiva e del Calcio Napoli. Nasce economista per svista con la grande necessità di comunicare e di trasmettere. Di condividere e di parlarne. Il tempo libero (spesso troppo) è dedicato alle sue grandi passioni, tra cui i cani. Massimo Esposito su Twitter

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