Cesari attacca la Juventus: Campionato falsato

Clamorose dichiarazione dell’ex arbitro e attuale opinionista di Mediaset Premium, Graziano Cesari. Il riccioluto ex fischietto ha detto la sua sui numerosi errori arbitrali di questo inizio di campionato che hanno fatto parlare, e non poco, squadre e tifosi, stanchi ormai di un rendimento arbitrale ben al di sotto del livello delle compagini di Serie A.

“Gli arbitri stanno condizionando pesantemente il campionato di Serie A. È un dato oggettivo. Da Chievo-Juventus a Roma-Sassuolo, passando per De Marco durante Catania-Udinese o il rigore negato a Pjanic contro il Torino e Cuadrado in Fiorentina-Napoli, ci sono già troppi elementi a disposizione per definire enorme il condizionamento dei direttori di gara sul campionato”: queste le parole con cui Cesari ha iniziato il suo intervento a Tiki Taka.

Cesari, non “soddisfatto” della sua polemica, poi aggiunge: “Giacomelli, arbitro di Roma-Sassuolo, è un ripescato dell’ultima ora. Gli arbitri di A devono essere venti. Lui è ventunesimo. Se Collina, designatore Uefa, vede ciò che è successo durante Torino-Roma, non farà mai arbitrare match europei ai componenti del sestetto di quel match. Il rigore su Pjanic contro il Torino era così solare che non riesco ancora a darmi una spiegazione.”

Novara Calcio v AC Milan  - Serie A
L’arbitro Andrea De Marco, criticato sabato in Catania-Udinese

Cesari difende ancora le istanze della Roma, una delle squadre che ha più da recriminare dopo le prime dodici giornate: “Ieri (domenica per chi legge, nda) poi c’è un falso clamoroso. La simulazione prevede che il calciatore che simula non venga toccato, che non ci sia contatto. Rigore o non-rigore su Ljajic? Per me è rigore. E non c’era ammonizione. Abbaglio clamoroso fu quello che ha portato all’annullamento del gol di Paloschi contro la Juventus, così come lo è il gol concesso a Tevez nel derby.”

Polemiche anche per il primo gol della Juventus contro il Napoli:Llorente è in fuorigioco, non semplice da rilevare, ma che sia giusto far correre nel dubbio deve valere sempre, per ogni partita.”

Infine, Cesari ci va giù pesante contro l’AIA e tutta la classe arbitrale“Quando si arriva all’ultimo anno di un designatore, inevitabilmente si arriva a situazioni ambigue, c’è una guerra di potere, perché c’è già la corsa a occupare la poltrona di Braschi. E c’è un vuoto di potere. E chi ci rimette è l’arbitro. Folle aver chiuso le “frontiere”, aver impedito che gli arbitri delle categorie inferiori possano arbitrare a stagione in corso in Serie A. Una decisione di Nicchi, avallata dalla Lega di Serie A, che penalizza la crescita degli arbitri. Come se ne esce? Nel 1994 ci fu un sondaggio che coinvolse noi arbitri sull’utilità della moviola in campo. Votammo a favore. Perché un arbitro non si sentirebbe mai delegittimato, anzi, con un supporto adeguato si sentirebbe più sereno.”

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