Calciomercato Psg: Idea Beckham, Svincolato dai Los Angeles Galaxy

David Beckham Los Angeles Galaxy

Mancano quarantuno giorni alla fine del 2012 e al termine dell’esperienza a stelle e strisce del calciatore che ha fatto del suo nome un simbolo di guadagno a nove zeri. A fine dicembre, infatti, si concluderà il contratto faraonico che David Beckham aveva firmato nel 2007 con i Los Angeles Galaxy.  Indiscrezioni sul suo ingaggio col Psg.

Carlo Ancelotti Allenatore PsgLui e Victoria, infatti, si sposteranno verso altri lidi perché lo spice-boy, nonostante i trentasette anni suonati, non ha alcuna intenzione di chiudere con il calcio giocato. E le sirene australiane sembrano non averlo nemmeno scalfito. Si vocifera che potrebbe chiudere la sua carriera in Europa. Con una sola squadra, al momento, intenzionata a pagare l’onorario da studio legale (e non da avvocato) di compagnie assicurative, il Paris Saint Germain di Carlo Ancelotti.

Potrebbe essere una soluzione anche per la moglie che, con la sua linea di abbigliamento troverebbe nell’Ile de France il posto perfetto per continuare a sfoggiare modelli di vestiario da capogiro. Ma torniamo alle vicende sportive di DB7 (da quasi dieci anni DB23). Il giovanotto inglese nel 2012 ha vissuto gioie e dolori. La gioia di vincere, dopo cinque anni, la sua prima Major Leauge Soccer e il dolore di non poter partecipare alle Olimpiadi nella “sua” Londra. Dopo essere stato promotore dei giochi (fu lui a Pechino a scendere dal bus rosso per accendere la fiaccola che quattro anni dopo sarebbe stata trasferita all’ombra del Big Ben), accanito sostenitore della formazione della Gran Bretagna e dopo aver tastato, tacchetti e piedi, numerose squadre di Premier League per allenarsi ed essere al top ad Agosto, ci ha pensato Psycho (al secolo Stuart Pierce) a tenerlo fuori. Magra consolazione, la partecipazione al matrimonio del secolo, quello di Kate e William a Buckingam Palace. Insomma, Beckham è di sicuro una macchina che sforna soldi anche solo per un sorriso ma è pur sempre un grandissimo professionista.

Ha giocato cinque anni negli Usa e quando la stagione americana si fermava ha continuato ad allenarsi e distribuire prodezze in altre squadre (vedi Milan). Non ha mai avuto problemi fisici (nel senso che non è mai dovuto ricorrere a diete per rimettersi in forma), fa sfoggio di addominali scolpiti nel granito ed ha ancora tanta voglia. Sembra che l’eclettico direttore generale del Sidney lo avrebbe voluto a dispensare i cross per Alessandro Del Piero. Ma il bel David ha detto “no”. E forse è anche giusto così: un calcio l’ha scoperto, quello americano, adesso saranno gli altri a dover fare quello che ha fatto lui cinque anni prima. Ha giocato alla corte di Sir Alex Ferguson che lo congedò con uno scarpino in fronte e sette punti di sutura sul sopracciglio; ha militato nei galactigos della seconda era di Florentino Perez al Real e poi al Galaxy di Los Angeles.

Qualsiasi decisione prenderà, l’eco sarà talmente tanto forte da risvegliare anche animali in letargo. Perché Beckham non è mai solo. Ha uno staff di sessanta persone pronte ad interessarsi anche ad un singolo starnuto della star del calcio. Quattro addetti all’ordine del frigorifero, cinque giardinieri e uno stuolo di fan da fare invidia a chiunque. Oltre ad una linea di underwear che H&M ha creato apposta per lui e che gli frutta sponsorizzazioni per almeno altri tre anni. E’ stato testimonial di qualsiasi cosa si potesse vendere a chiunque, ma non ha mai perso il contatto con il terreno di gioco. In bocca al lupo David. Sarebbe bello rivederti giocare in Champions League perché l’America sarà anche il paese delle opportunità ma è l’Europa la culla del calcio.