Bestemmie di De Laurentiis punite, ma si doveva arrivare a tanto per vincere?

Rientra nel personaggio. Le bestemmie di De Laurentiis a fine Napoli-Lazio di Coppa Italia. Per chi conosce il calcio, quello vero, che parte dal basso, dalle terze categorie, dai campi in sterrato, in polvere, o con l’erba alta da un lato e il pietrisco dall’altro, comunque pesantissimi. Talvolta con pendenze degne delle vette del Giro d’Italia. Quelli delle pozzanghere a centro campo e sulla linea di porta. Quelli delle linee storte a terra e di un’area di rigore più grande e l’altra più piccola. Quelli dove bisogna aspettare che vadano a prendere l’unico pallone, che è stato tirato alto sulla rete (non quella di porta ma quella elettrosaldata dietro la porta) per riprendere a giocare. Insomma dal brodo primordiale del calcio italiano.

Deriva da qui la bestemmia di De Laurentiis. E’ spontanea, antropologica, evocativa. E’ democratica. E fa capire che è sì uomo di Hollywood o di ricchi salotti romani. Ma tanto potrebbe stare seduto nel suo posto d’onore al San Paolo, tanto potrebbe stare a bordo campo a fare il guardalinee come ogni buon dirigente di terza categoria che si rispetti. Con il k-way della Legea o della Royal e le chiavi del pulmino in tasca. In questo mondo la bestemmia è l’atto più alto che ci sia per manifestare la propria rabbia, la propria sofferenza, che arriva quasi al dolore fisico, per la sconfitta della squadra e perché proprio non si capisce come sia maturata.

E’ un gesto da condannare. Ed è giusta anche la squalifica. Però venga consentito di dire che una bestemmia in questo contesto assume una connotazione che esula completamente dalla religione. E’ folklorismo. E’ un modo di dire fine a se stesso. Pronunciato senza alcuna voglia di offendere nessuno, tantomeno tutto l’arco divino che scandisce il calendario. Per inciso: la partita dopo il Napoli ha vinto 3 a 0 contro la Fiorentina, nello stesso campo dove ha perso contro la Lazio e scatenato le ire del presidente. Nello stesso campo in cui gli ultras, anche il piccolo ultras, hanno applaudito la squadra.

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