Avellino-Sorrento, Derby degli Allenatori tra Bucaro e Rastelli

Rastelli allenatore Avellino

Entrambi ne hanno vestito la gloriosa casacca biancoverde. Entrambi hanno riposto le scarpette per impugnare la lavagna e vestire i gradi di allenatore. Entrambi domani allo stadio Partenio di Avellino vogliono vincere. Massimo Rastelli, allenatore dell’Avellino, e Giovanni Bucaro, guida del Sorrento, hanno molte cose in comune. Per loro una giornata da ex sulle rispettive sponde ma, probabilmente, con stati d’animo molto diversi.

RASTELLI SIMBOLO DI SORRENTO. Per Massimo Rastelli Sorrento fa rima con successi e seconda giovinezza. In Costiera ha chiuso la carriera da calciatore (80 reti tra A e B). Lo ha fatto in hd, trascinando, da bomber e con la fascia di capitano, i rossoneri in C1. Gol, velocità, classe, leadership. Gioielli di rara bellezza , come la straordinaria rovesciata messa a segno al vecchio “Santa Colomba” contro il Benevento. Un giocatore, il capitano, un trascinatore. Se parli di Massimo Rastelli nella città delle Sirene, il cappello viene giù da solo. Domani, dal settore rossonero, non potranno che diluviare gli applausi. E il tecnico dell’Avellino un pizzico di emozione sotto alla corazza lo sentirà, ripensando a come e dove ha detto “basta” alle sue proverbiali accelerazioni palla al piede.

 

bucaro allenatore sorrento

 

BUCARO E LA MANCATA CONFERMA. Se per Rastelli, entrato nel mirino di parte della critica avellinese, saranno applausi, c’è attesa per capire come Avellino accoglierà Giovanni Bucaro, l’anno scorso al suo vero battesimo di fuoco su una panchina blasonata. Il suo rapporto con la piazza irpina è stato un continuo “odi et amo”. Colpa ,o merito, dell’alternanza di risultati. Eccellenti quelli conseguiti nella prima parte di una stagione nella quale l’Avellino ( riempito di giovani ed affidato nel pre-campionato a Vullo), puntava alla salvezza. 25 punti al giro di boa, qualche sogno poi rimasto inevaso, pacche sulle spalle e fiumana di complimenti al tecnico palermitano per aver fatto dell’Avellino ,costruito per vivere tranquillo, una squadra dinamica ed organizzata a dispetto del materiale non da primato. Poi, però, la rotta cambia e nel girone di ritorno ci sono poche gioie e molte frecce dolorose. Soprattutto lontano dal Partenio dove gli irpini le prendono sempre, se non a Reggio Emilia, contro il Carpi, dove finisce 0-0. Bucaro, che raggiunge tranquillamente l’obiettivo salvezza, vede diminuire a vista d’occhio le chances di cogliere una riconferma che sembrava poco prima scontata. E che non arriverà. Il progetto si chiude. Ufficialmente ci sono parecchi “grazie”. Domani, forse, anche qualche sassolino nella scarpa.

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