Avellino-Sorrento: Analisi della Partita tra Lupi, Lepri e Profeti…

striscione avellino capoluogo

In una giornata che, visti freddo e pioggia, poteva invitare ad andare a funghi, l’Avellino trova tre piccioni con una fava. Tre come i gol rifilati al Sorrento di Bucaro, affondato in Irpinia e moralmente già a casa dopo i primi 45. Le buone notizie a casa Rastelli fioccano. La prima è materialismo puro, matematica. La classifica torna a sorridere. La vittoria mancava da un mese, è arrivata puntuale. Amen. E chi prova a scappare, non lo fa. Non solo. Le novità di giornata, quelle che spingono al moderato ottimismo, si chiamano ritrovata vena realizzativa “in the box” , gestione del risultato e “gamba”.

IL PROFETA DE ANGELIS. Ad Avellino lo chiamano il “Reverendo” per aver, nel suo miglior campionato in Irpinia (l’anno di C2), “battezzato” senza pietà le retroguardie avversarie. Lui, Gianluca De Angelis da Castellammare di Stabia, ha ritrovato le sue qualità offensive. E pure quelle da veggente. “ Appena ci sblocchiamo saranno dolori per tutti” – aveva tuonato in settimana, quasi infastidito dalle domande chi gli ricordava come l’Avellino andasse a segno sempre e solo su rigore. La risposta è arrivata dal tabellino. Due gol ( bellissimo il secondo), tante “giocate”, una intesta crescente con Catania e Castaldo.

 

Massimo Rastelli Avellino
Massimo Rastelli, indiscusso vincitore nella sfida con l’ex Bucaro

UOMO DERBY. E non sarà sfuggito ai più che è proprio l’attaccante stabiese il conducator di questa squadra quando si respirano aria e tensione da derby. Prima il rigore di Benevento, poi la doppietta al Sorrento. A Nocera già fanno gli scongiuri…

MODULO, E’ LA VOLTA BUONA? Dopo gli esperimenti a catena e le porte chiuse a chiave, l’Avellino sembra aver trovato la quadra. Il centrocampo a “tre” esalta le caratteristiche dei portatori di palla, assicura la superiorità in mezzo, consente maggiore raccordo con gli avanti ( anche grazie alla posizione di Catania) e, soprattutto, protegge la difesa. Che, soprattutto sui lati, ha sofferto nelle prime uscite di campionato. Sarà un caso, sarà che sono preparati, ma i tifosi irpini la “triade” la invocavano da tempo.

DA “LUMACHE” A LEPRI E VOLPI. Le altre “buone” piovono dai muscoli e dal cervello. L’Avellino, che ha svolto una preparazione “orientata” e studiata a tavolino, ben sapeva che avrebbe cominciato a correre dal post Perugia in poi. E così è stato. I primi segnali da Viareggio, gli ultimi dal Partenio. Gli uomini di Rastelli, oggi, corrono più degli avversari e, soprattutto, fino alla fine. Nuove lepri che studiano per diventare volpi e gestire con calma i risultati.

CORONARIE SALVE. E non è un caso che, per la prima volta da inizio stagione, i tifosi (non gli ultras), oggi abbiano avuto il “privilegio” di lasciare il Partenio con qualche minuto di anticipo senza temere beffe, finali al cardiopalmo e puntuali vanificazioni di quanto di buono fatto. L’aria sembra cambiata. Venerdì sera, a Nocera, il definitivo esame di maturità al quale l’Avellino si presenterà senza Pezzella (squalificato). Potrebbe farcela Fabbro (uscito oggi malconcio), forse anche Massimo. In bilico Biancolino. Per tutti saranno fondamentali le prossime 48 ore.

AVELLINO CAPOLUOGO. Contenti per la vittoria, ma vigili sul decreto. Gli ultras avellinesi hanno ribadito la loro opposizione al contestato decreto legge sul riordino delle Province che assegna il capoluogo a Benevento. Cori “territoriali” per tutta la partita, uno striscione eloquente (nella foto in alto, ndr) ed un “Avellino capoluogo” urlato, secco, a fine gara. Martedì manifestazione pubblica. E’ mobilitazione per la città. Poi ci sarà quella per Nocera.

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