Avellino, Delusione dopo l’1-1 Col Latina. Quanti Punti persi per Strada…

Rastelli allenatore Avellino

Le altre non scappano,  drammi non se ne fanno ma ad Avellino sperano vivamente di non ricordare l’attuale stagione come il campionato dei rammarichi. All’appello, quando di giornate ne sono trascorse 12, mancano almeno sei punti. Meritati sul campo, persi per strada e per colpe quasi esclusivamente fatte in casa. Autoproduzioni che gridano vendetta, consumate  nel tempio del Partenio e sotto gli occhi di migliaia di tifosi oggi divorati dalla delusione.

PUNTI NEL BIDONE Il pari interno con il Latina è l’ultima goccia di un bicchiere che continua ad essere mezzo vuoto e che poteva essere stracolmo di entusiasmo. Il canovaccio della gara contro i laziali è la copia “spudorata” di quello propinato in almeno altre tre apparizioni interne. Passa in vantaggio la squadra di Rastelli, sfiora il raddoppio, magari ha anche l’uomo in più ma alla fine alla cassa la mancia è da paghetta settimanale. Prato all’esordio, Paganese subito dopo, poi il Perugia, ora il Latina. Sempre la stessa storia, sempre il solito gollonzo subito su tiri innocui trasformati in palle avvelenate.

DIFESA BUNKER CON IL BUCO Eccolo il paradosso che divide le fazioni e sorprende i più. L’Avellino di Rastelli, “epurati” i primi 45’ di gioco al San Francesco di Nocera, non ha mai subito gli avversari. La conferma dai numeri. Migliore difesa del campionato ex aequo con il Prato. Nove gol subiti. Pacchetto arretrato quasi ermetico, eppure i conti non tornano. La causa è nelle immagini. Basta rivedere i gol già citati, magari arricchiti da quello subito a Viareggio (altra telefonata diventata allarme generale), per capire come la difesa bunker diventi per qualche secondo (esiziale) dannatamente perforabile. Questione di attimi, fatali. E che per ora hanno fatto perdere almeno 6/7 punti per strada. Quelli che separano l’Avellino formato play-off dal primato (largo) sulle rivali.

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ATTACCO SPUNTATO Se la difesa primeggia con i suoi numeri, l’attacco preoccupa. Castaldo in settimana si è affrettato a ribadire che “ L’Avellino non è Castaldo-dipendente”. Peccato che tre giorni più tardi il campo abbia confermato la sensazione generale. Se non segna lui (sei centri con gli irpini), si fa dura per i campani. De Angelis, che sembrava essersi sbloccato contro il Sorrento (doppietta), è finito in tribuna. Biancolino, fuori contro il Gubbio, ha recuperato la panchina ma non il terreno di gioco. Herrera una punta non è. Fella, criticato dai tifosi per una foto con la maglia della Salernitana, non è pronto. Lasagna non fa parte del progetto. Per completare un quadro che non esalta ci si mettono le prestazioni di Lele Catania, ancora lontano dai suoi picchi qualitativi, ed un Bariti ancora acerbo e poco cattivo sotto porta.

TRASFERTA ANDRIA Domenica prossima la trasferta sul campo dei pugliesi. Sarà emergenza per Rastelli. Fabbro, ammonito e poi espulso, dovrebbe rimediare tre turni di squalifica. Izzo, sospetta distorsione al bicipite femorale, rischia di saltare. Cardinale, come confermato da Rastelli, “ al momento non è a disposizione”. Al fianco di Giosa giocherà Bittante, ieri subentrato e autore di una partita da dimenticare?