Avellino-Catanzaro, quando la storia non conosce tempo…

Gigi Castaldo Avellino

Tempo fa, nostalgia degli anni ’80 e del vero calcio, le trasferte sui loro campi cominciavano ad essere temute dal lunedì precedente. La passione dei tifosi, bacini d’utenza di primissimo piano, tanto cuore. Due squadre specchio dei rispettivi territori. Avellino e Catanzaro si ritrovano domenica allo stadio Partenio, penultima d’andata del girone B di Prima Divisione, freccia in su per entrambe. Il confronto, per blasone e tradizione, è sempre a cinque stelle.  Non passa e non può passare inosservato. Lupi ed Aquile hanno scritto, se non la storia, almeno la favola della “piccola” invitata al grande ballo della serie A, all’inizio forse pure bistrattata ma poi brava ad allargare i gomiti e conquistarsi il proscenio.  Con gli occhi della tigre.

stadio avellino

PROMOSSE IN “A” SOTTO BRACCIO Piazze calde, tra le più infuocate d’Italia, ma un rispetto reciproco costruito negli anni e poggiato sulla storia. E’ la stagione 77/78 del campionato di serie B. L’Ascoli lo vince a mani basse, 61 punti (quando se ne assegnavano due a gara) e 73 gol fatti. 17 punti dietro, le due “sorelle”, Avellino e Catanzaro , promosse a loro volta, con gli irpini che, in derapata , superano il Monza alla penultima.  E l’inizio della favola. Ecco la serie A.  Fatta di moltissime pagine, uomini veri con la qualità dei campioni, città e province che vedono nei colori delle rispettive squadre l’orgoglio della propria terra. Le soddisfazioni scolpite nel tempo. Le trasferte di massa, gli occhi sbigottiti delle “grandi” di sempre che toccano con mano (e spesso subiscono) il calore, la forza, il grande cuore di irpini e catanzaresi. Tempi addietro, belli e commoventi a rivangarsi a patto che non diventino “prigioni”.

FIGURACCIA IN C2 Bei ricordi, lontani. Quelli recenti hanno un altro segno, con i dolori in netto vantaggio sulle gioie. Due anni fa l’ ultimo doppio confronto. All’andata vince in rimonta e con l’uomo in più l’Avellino, sempre a caccia di punti play-off con i calabresi, invece, martoriati dai risultati e da un fallimento sempre più vicino. Qualche mese dopo, a campi invertiti, e con i giallorossi in campo con una banda di ragazzini, succede l’impensabile. Il Catanzaro, sotto curatela fallimentare e abbondantemente ultimo in classifica, batte 1-0 la squadra di Vullo. In Irpinia la rivolta,  “sedata” dai successivi risultati che porteranno i campani alla finale play-off (poi persa contro il Trapani). Il Catanzaro si salverà a tavolino per il declassamento alla penultima del Pomezia.  Nei mesi successivi l’Avellino verrà ripescato in Prima  e poi si salverà,  per i calabresi cambio della guardia in società e vittoria del campionato di Seconda. Domenica il nuovo faccia a faccia.

FEBBRE AD AVELLINO E’ già febbre alta in Irpinia per la partita di domenica che potrebbe restituire alla squadra di Rastelli il primato. Potrebbe essere sfondato il muro delle 7mila unità.  L’Avellino “arriva” dalla vittoria di Andria, il Catanzaro, quattro risultati utili consecutivi, ha sistemato in extremis il Sorrento. Nei precedenti al Partenio i calabresi non hanno mai vinto.  L’antivigilia è servita. La favola è nei libri. Domenica sarà tutta un’altra storia.