Athletic Bilbao-Napoli, il risveglio ha la forma di una tazza di caffè troppo piccola

Sulla sponda sinistra del placido fiume Sebeto, riemerso dalla storia, in una fresca serata illuminata da una luna maestosa, sugli spalti iniettati d’azzurro dello stadio San Paolès i cori dei tifosi spingevano la squadra partenopea alla conquista dell’Europa. Nella cornice dell’impianto avveniristico, sospeso in aria e roteante su se stesso, si batteva la selezione di soli ingegni napoletani, tutti nativi dello Stato Autonomo della Salsiccia e Friarielli, con una sola eccezione. Il giovane laterale sinistro Sammarzano, talento originario della lingua di terra compresa fra Sarno e Nocera.

Nonostante i suoi natali ricadessero al di fuori del Pomerio del Sole, i tifosi ne sottolineavano con lunghi applausi le discese sulla fascia, evidenziate da una scia rossa sul terreno. Il giovane Sammarzano era uno di loro, accettato da tutti, anche se qualche giocata, a volte, ne lasciava trasparire l’acidità, sintomo di una maturità non ancora raggiunta. Eppure il pubblico lo sosteneva, come un prodotto coccolato al calore delle serre inondate dal sole dell’agro campano. Il presidente della Real Squadra dello Stato Autonomo se ne stava lì, appollaiato sulle gradinate vip, gongolante e spendaccione come non mai. “Voglio il difensore più forte del reame”, disse l’Aureo, e il fido Bigotton lo accontentò con il semplice schioccare delle dita.

L’Entrenador, dall’alto della sua esperienza, non si perdeva in facili entusiasmi e restava impassibile, nonostante l’entusiasmo della folla. Il sogno finisce così, con i contorni del mister pacioccone che si sbiadiscono, mentre una luce bianca e fioca entra dalla finestra. È il buongiorno di una Torino estiva che ti saluta con lo schiaffo nuvoloso dell’autunno inoltrato. Il risveglio ha la forma di una tazza di caffè più piccola di quella che avevi sognato, ma comunque resta una tazza di caffè. Amaro? Sì, ma dicono che troppo zucchero faccia male. Ripartiamo dal pesto, sperando, stavolta, di non tornare pestati. Forza Napoli Sempre!

Leggi anche: 

Scritto da Lino Mergel

Lino Mergel è un provinciale. Venuto al mondo in un paesino in provincia di Salerno, ai confini con Irpinia e Lucania, la sua nascita è stata un vero terremoto. Da quell’anno, manco a dirlo il 1980, getta le sue radici in provincia di Napoli, zona flegrea, dove la sua famiglia vive già da tempo. La sue scuole sono il cortile del palazzo, il vicolo, e poi la grande città, dove studia e di cui si innamora, ma ne è più volte respinto nonostante i vani tentativi di conquistarla. Dopo qualche piacevole anno di precariato matto e disperatissimo, e alcune sortite in avanscoperta, l’ultima migrazione risale a 4 anni fa: ora Lino vive e lavora a Torino, diffondendo in tutto il nord l’uso del “uè”. Tifoso del Napoli, non ama i giochi di parole.

Genoa-Napoli: Precedenti e Statistiche

Napoli, De Laurentiis: “Saremo più forti in campionato!”