Andrea Mandorlini il Provocatore: Fermate Quest’Uomo

Andrea Mandorlini Allenatore

Sarà pure un ottimo allenatore, Andrea Mandorlini, ma sul piano umano e caratteriale il soggetto è da rivedere. Anzi è un vero provocatore.  Puntuale come un orologio svizzero, il tecnico del Verona è tornato a far parlare di sé per un episodio sgradevole che lo ha visto protagonista mercoledì 12 dicembre allo stadio ‘Tombolato’ di Cittadella dove il suo Verona era chiamato a compiere un’impresa titanica: rimontare da 1-2 negli otto minuti che rimanevano da giocare della sfida con i granata sospesa il 24 novembre scorso. Impresa fallita.

E la frustrazione ha scatenato il ‘Mandorla’ che ha rivolto ai tifosi (peraltro tradizionalmente esemplari) del Cittadella il gesto delle corna, immortalato dai fotografi presenti. La vicenda potrebbe pure strappare un sorriso se l’alleantore gialloblù non si fosse reso protagonista di episodi analoghi negli ultimi anni.

L’elenco è lunghissimo e inizia del 2002 quando era alla guida dello Spezia. L’ineffabile si presenta in campo a Livorno per  lo scontro diretto che vale la promozione in B e appena uscito dal sottopassaggio mostra il dito medio. Lo Spezia vince quella partita e finisce in rissa con alcuni giocatori amaranto che lo vanno a cercare. Purtroppo per lui, però in B ci va il Livorno e da dieci-anni-dieci Mandorlini insinua, anzi dichiara apertamente (cone accaduto nel dicembre 2011 prima della trasferta del Verona in casa dei toscani) che quel successo amaranto era stato figlio di un “calcio sporco e corrotto”.

tifosi veronesiIl tutto, ovviamente senza prove, percjhé di prove non possono essercene visto che il campionato fu assolutamente regolare con il Livorno che perse in tutta la stagione solo quella famosa partita con lo Spezia,  Mandorlini negli anni ha spesso incontrato il Livorno e non ha mai mancato di esternare il suo astio per la città e la tifoseria toscana. Il 19 ottobre, alla vigilia di un altro Verona-Livorno, ci va giù duro: “Sono fiero di essere odiato dai livornesi, di essere il loro nemico giurato”.

Il giorno dopo i gialloblu vincono all’Ardenza e lui esulta in modo scomposto, alza il dito indice (non il mnedio) verso la tribuna in segno di scherno e ovviamente non si presenta in sala stampa: semplicemente vergognoso. A questo punto è lecito attendersi un richiamo da parte dell’Associazione Allenatori e una pena esemplare dalla Giustizia Sportiva.