16 settembre 1984/2014: Trent’anni dall’esordio di Maradona in Serie A

Trent’anni e non sentirli. Sono passati esattamente trenta lunghi anni dall’esordio di Diego Armando Maradona in Serie A. Era il 16 settembre 1984 ed era il Napoli di Castellini, Bruscolotti, Carannante e Celestini; era il Napoli di Ferrario e Bagni. Era il Napoli che sarebbe diventato, di lì a poco, il Napoli di Maradona, quello che ricorda ancora Diego Simeone paragonandolo al suo Atletico Madrid.

L’esordio di Diego in Serie A non fu brillantissimo. D’altronde era l’anno dello Scudetto vinto dal Verona con 43 punti e 42 gol fatti. Correva l’anno di Michel Platini capocannoniere con 18 gol, a 4 lunghezze proprio dal Pibe de Oro. Maradona, infatti, in quella stagione andò a segno 14 volte senza però riuscire a cambiare le sorti del campionato dei partenopei. Intanto però iniziava un’epoca, senza dubbio la più entusiasmante dell’era Ferlaino; iniziava l’epoca di quei successi che ancora oggi i tifosi azzurri reclamano a gran voce.

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Hans Briegel, il “rullo compressore”

Quello del 16 settembre del 1984 fu un pomeriggio lungo e triste per la truppa napoletana. In panca per gli azzurri c’era Rino Marchesi, per il Verona Osvaldo Bagnoli. Il tecnico degli scaligeri architettò un capolavoro tattico per fermare l’asso nella manica del tecnico partenopeo e, a dispetto di quanto ipotizzarono in molti, ci riuscì fin dalla prime battute del match. Bagnoli affidò a Briegel un solo e fondamentale compito, quello di stare alle calcagna di Maradona impedendone qualsiasi movimento. Il “rullo compressore” eseguì alla perfezione limitando, di fatto, l’estro ed il genio del Pibe.

Nonostante l’arrivo di Diego Armando Maradona, l’annata non fu di quelle memorabili. Era la prima stagione e, oggettivamente, l’idolo dei partenopei, da solo, non avrebbe potuto fare di più. Iniziava però ad intravedersi qualcosa. La grandezza
di D10S non fu solo nella magia e nel rapporto con il calcio ed il pallone, ma anche nella capacità di guidare Corrado Ferlaino nelle successive sessioni di calciomercato indicando nomi e tasselli e determinando, di fatto, la riscossa degli azzurri che avrebbe poi condotto a quelle vittorie ancora indelebili nel cuore dei tifosi napoletani.

Il legame con Maradona, a 30 anni dal suo esordio in Serie A (l’esordio in maglia azzurra è datato 22 agosto 1984, in Coppa Italia, contro l’Arezzo), è più forte che mai. Un rapporto indissolubile che riguarda, manco a dirlo, anche le nuove generazioni e non solo chi Diego l’ha visto scendere in campo, giocare, segnare e vincere. Su Diego e sul suo rapporto con Napoli ed i napoletani sono stati sprecati fiumi d’inchiostro, tanto da dividere il Belpaese tra chi “il calcio” lo protegge e difende, sempre e comunque, e chi lo attacca, o per partito preso o semplicemente perché non è in grado di capirlo.

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L’onnipresente bandiera per Diego

Diego Armando Maradona è lì, in alto, inarrivabile ed irraggiungibile. È nei vicoli di Napoli, nel cuore delle curve e dei tifosi partenopei. Il Pibe de Oro è proprio quel simbolo evocato da un altro Diego, argentino ma ora tecnico dei colchoneros. Maradona era colui che riusciva ad interpretare alla perfezione il ruolo di “capopopolo”. Al riguardo è diventata storica una frase pronunciata nel Maradona di Kusturica: “C’era la sensazione, c’era la netta sensazione che il Sud non potesse vincere contro il Nord. Giocammo contro la Juve a Torino e gliene facemmo 6. Sai cosa significa quando una squadra del Sud gliene fa 6 all’Avvocato Agnelli?”

Maradona, a 30 anni dal suo esordio in Serie A con la maglia del Napoli, è lì, ancora. In un ricordo immortale che travalica la storia ed assurge al rango di leggenda.

Il tabellino di Verona-Napoli:

VERONA: Garella; Volpati, L. Marangon, Tricella, Ferroni, Briegel, Fanna, Bruni (89′ Donà), Galderisi (84′ Turchetta), Di Gennaro, Preben Elkjær Larsen.

Panchina: Spuri, F. Marangon, Fontolan.

NAPOLI: Castellini; Bruscolotti, Boldini (72′ Caffarelli), Celestini, Ferrario, De Vecchi, Bertoni, Bagni, Penzo, Maradona, Dal Fiume.
Panchina: Di Fusco, De Rosa, Carannante.

Arbitro: Maurizio Mattei di Macerata
Marcatori:
25′ Briegel, 33′ Galderisi, 59′ Bertoni, 75′ Di Gennaro.

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Verona-Napoli 3-1 | 16 settembre 1984 – Rassegna Stampa: fonte NapoliTube.eu

La cronaca del match