10 punti per 10 riflessioni sulla sfida contro gli “odiati” rivali

Ehi tu. Si dico a te. Proprio a te. Hai smaltito la rabbia? Hai smaltito la delusione? È vero, tutti sapevamo che le possibilità di uscire sconfitti dallo stadio avveniristico edificato a Torino erano tante. Vero è, però, che tutti, in fondo (ma molto in fondo) speravamo e pensavamo a qualcosa di diverso. Nella settimana che ci ha condotto alla partita abbiamo tracciato tutti i possibili scenari. Abbiamo immaginato gli sfottò dello schieramento a noi avverso. Abbiamo immaginato i nostri sfottò.

Live Juventus Napoli
Tifosi Napoletani nel Settore Ospiti del nuovo impianto torinese.

È andata male. Molto male. Ma meno male di quel che si potesse immaginare. Il Napoli a Torino non ci è mai arrivato. Ha lasciato soli i 2000 partenopei presenti ieri nel settore ospiti del piccolo impianto torinese. In campo non c’è mai stato e quasi sembrava di rivedere quel Napoli smunto dei primi venti minuti di Londra. Certo l’arbitro Rocchi ci ha messo del suo ed ha fatto di tutto per agevolare il compito dei nostri amici-avversari (non negate, ciascuno di noi ha un amico legato alla seconda squadra di Torino. Anche tu ce l’hai, controlla.) che altro non  aspettavano per buttare fuori quell’insulso mix di spocchiosità, superbia, presunzione e luoghi comuni.

Facebook ha amplificato l’impatto. Il pareggio della Roma ha amplificato la “botta”. Il caffè al bar con il barista sostenitore di Conte & C. e mezzo mondo che ti “sfotte” hanno amplificato l’impatto. Tutto avrebbe amplificato l’impatto, ma in fondo è così. La sconfitta del Napoli a Torino ridà voce a chi fino a ieri si era nascosto dietro la presunzione della truppa di Antonio Conte e soci.

La bruttissima sconfitta degli azzurri nella civile Torino mi ha regalato, però, 10 riflessioni:

1. Benitez andrebbe santificato: a prescindere dalle scelte tattiche (a Napoli riusciremmo ad “incazzarci” pure se gli azzurri emulassero il Barcellona) la calma e la signorilità con cui il nostro mister si presenta alle telecamere è senza pari (e rende orgogliosi);

Rafa Benitez
Rafa Benitez, sempre più amato dai partenopei.

2. Non siamo inferiori ai nostri avversari: non sono pazzo, né tantomeno soffro di qualche sindrome particolare. So perfettamente che Reina porta a casa 2 palloni e un fuorigioco, ma altrettanto perfettamente so che il Napoli non è quello visto a Torino. Se fossimo partiti da Capodichino, se quella partita l’avessimo giocata, sarebbe stato diverso (forse addirittura il fuorigioco di Llorente sarebbe stato diverso);

3. Ieri dal 75% siamo passati al 72%: e con un calo così vistoso era evidente che saremmo usciti sconfitti dal nuovo stadio costruito a Torino;

4. Nulla è perduto: nonostante la sconfitta la Roma è lì, a 4 punti e il girone di ritorno si avvicina. I conti, in sostanza, li faremo alla fine, dopo che le grandi (compresi i rappresentanti istituzionali dello schieramento a noi avverso) saranno passate dal San Paolo;

5. Qualcosa di strano è successo: sono ancora maledettamente impressionato da una frase di Bergomi in particolare “È più Insigne che deve preoccuparsi di Isla che Isla di Insigne”;

6. Rocchi non è stato determinante: avrei preferito asserire il contrario ma devo tacere. Il fuorigioco di Llorente, come notizia, ci sta. Ai fini del risultato finale ha contato (e chi lo nega è in malafede) ma per i restanti 88 minuti (dico ottantotto minuti) il Napoli ha fatto poco o nulla per recuperare quel gol;

7. Lorenzo Insigne è sfortunato: qualcuno parla di pressioni, qualche altro di forma fisica, io sono convinto che Lorenzo Insigne necessiti di un viaggio verso terre rese famose dai miracoli;

tifosi juventus
Comportamento non proprio pregevole dei tifosi presenti ieri a Torino. Di tutti i tifosi.

8. C’è qualcosa che mi innervosisce più dei cori di discriminazione: ed è il fatto che ci sia più di un conterraneo a sperare di vedere la mia terra arsa dal Vesuvio. Mi fa “incazzare” il fatto che qualche mio conterraneo (seppur non napoletano), non essendo magari mai stato a Napoli, riesca a rimettere al centro della discussione la “monnezza”;

9. C’è qualcosa che mi innervosisce più dei cori e più delle offese: ed è il fatto che miei conterranei riescano ancora a lanciare strani “gavettoni” contro i tifosi avversari, a distruggere bagni (ma non ho ancora sentito l’altra campana), a ferire tifosi dello schieramento a noi avverso (e anche in questo caso dovrei sentire l’altra campana prima di sparare sentenze) senza rendersi conto che, in questo modo, danneggiano l’intera città e quella napoletanità che ci rende orgogliosi;

10. Il Napoli resta sempre il “mio stato d’animo” preferito, nonostante tutto.

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